Secondo due neurologi britannici, l’encefalomielite allergica sperimentale (EAE) è nel suo genere la malattia autoimmune di animali da laboratorio più comune, indotta facilmente, organo-specifica. Si tratta di una malattia artificiale indotta dalla vaccinazione di animali sensibili ad antigeni cerebrali nell’adiuvante completo di Freund (CFA). Le variazioni possono essere indotte alterando la natura dell’antigene e le condizioni che comportano l’immunizzazione. Mentre è spesso descritta come una malattia demielinizzante, in termini rigorosi, non lo è, in quanto il processo patologico primario non è la demielinizzazione ma piuttosto un’encefalomielite che viene indotta immunologicamente. Piuttosto, il prototipo delle malattie demielinizzanti è la sclerosi multipla e le sue varianti. In questo lavoro, la domanda centrale che gli autori si pongono è se i dati raccolti dal modello dell’EAE contribuisce alla nostra comprensione degli eventi patologici nella SM. Per rispondere a questo, viene descritto lo sviluppo storico dell’EAE e la sua forma iperacuta, e vengono discussi i risultati ampiamente studiati nei primati non umani che dimostrano che l’EAE ordinaria è un modello esatto per l’encefalomielite acuta disseminata (ADEM) negli esseri umani, e che la forma iperacuta di EAE è rappresentato dalla leucoencefalite emorragica acuta (AHLE) negli umani. Inoltre, vengono commentate le ultime ricerche sulle nuove varianti di EAE, e viene spiegato il loro parere per quanto riguarda l’uso di modelli di EAE nella ricerca al fine di comprendere la patogenesi della sclerosi multipla.
Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26265268
COMMENTO:
Se questi due neurologi hanno ragione, c’è da mettersi le mani nei capelli visto che la gran parte dei farmaci per la SM viene sviluppata attraverso questo modello sperimentale animale.
Si spiegherebbe così la loro efficacia assai limitata soprattutto nel rallentare la progressione della disabilità nei malati.