Sclerosi Multipla: nuove evidenze sulla vitamina D

E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica European Journal of Neurology un interessante studio intitolato “Vitamin D in clinically isolated syndrome: evidence for possible neuroprotection” (La vitamina D nella sindrome clinicamente isolata: evidenze di una possibile neuroprotezione).
Secondo alcuni ricercatori americani, lo status della vitamina D è stato assocxiato con attività infiammatoria nella sclerosi multipla (SM), ma non è noto se è associato con il volume della materia grigia, la cui perdita è predittiva di disabilità a lungo termine nella SM. E’ stato indagato il collegamento dei livelli di vitamina D con le misure di volume del cervello e l’attività infiammatoria nei pazienti con sindrome clinicamente isolata (CIS).
Nello studio CIS di fase 2 sull’atorvastatina, sono stati valutati i livelli di 25-idrossivitamina D per le loro associazioni aggiustate per età con la materia grigia normalizzata ed i volumi del parenchima cerebrale tramite risonanza magnetica (MRI). Sono state valutate anche le relazioni tra i livelli di 25-idrossivitamina D e le misure cliniche e di MRI dell’attività infiammatoria.
Nei 65 pazienti di questo sottostudio, ciascun livello superiore di 25 nmol/l di 25-idrossivitamina D 25 è stato associato con 7,8 ml di volume di materia grigia più alta (95% intervallo di confidenza 1.0, 14.6, P = 0.025). C’era una tendenza ad un’associazione inversa dei livelli medi di 25-idrossivitamina D e l’endpoint composito ≥3 di nuove lesioni cerebrali in T2 o ≥1 recidiva entro un anno (Odds ratio per livelli superiori di 25 nmol/l di livelli di 25-idrossivitamina D 0.66, 95% intervallo di confidenza 0.41, 1.08, p = 0.096).
Al termine dello studio, secondo gli autori, lo stato della vitamina D può avere un impatto sulla neurodegenerazione dopo una CIS, anche se questi risultati dovrebbero essere replicati in un secondo studio. Se confermato da studi clinici, la supplementazione di vitamina D può ridurre la disabilità a lungo termine.

