
Dalle indagini sarebbe emerso, tra l’altro, che i due arrestati riscuotevano crediti per conto di alcuni detenuti, e che il chirurgo plastico si sarebbe avvalso della propria professione di medico per svolgere attività di informazione ed assistenza ad esponenti della `ndrangheta, mentre il titolare della ditta di autodemolizioni è indagato anche per ricettazione, detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra e relativo munizionamento.