Mediterranews

Nuove etichette per il latte e derivati

latte_di_soiaE’ entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della provenienza di latte e derivati

Diventa obbligatorio riportare in etichetta la provenienza del latte e delle materie prime alla base di formaggi, burro, yogurt, latticini e derivati. Il decreto ministeriale del 9.12.2016 delle politiche agricole attua il regolamento europeo 1169 del 2011 ed offre maggiori garanzie ai consumatori ma anche ai produttori.

 

Le nuove etichette

L’entrata in vigore del decreto ministeriale garantisce che per il latte e i suoi derivati sia obbligatorio riportare in etichetta l’origine della materia prima. La nuova etichetta, oltre a fornire indicazioni precise sull’origine, permette di poter privilegiare i cibi completamente italiani.

 L’importante novità è stata fortemente voluta dalla Coldiretti che ha sottolineato il rischio, per i consumatori italiani, di consumare latticini e formaggi preparati con materie provenienti dall’estero. Dai dati della Coldiretti si evince che, quotidianamente, il nostro Paese importa ben 24milioni di litri di latte equivalente che comprende cagliate, semilavorati, polveri di caseina poi impiegati per la preparazione di alimenti commercializzati senza fornire le adeguate indicazioni a chi acquista. Attualmente, la metà delle mozzarelle è realizzata con cagliate o latte non nazionale e su quattro cartoni di latte  a lunga conservazione venduti in Italia tre sono stranieri. Il decreto è valido, esclusivamente, per il latte a lunga conservazione,perché quello fresco è già tracciabile.

 

I cambiamenti positivi

L’entrata in vigore del decreto delle politiche agricole ha numerosi effetti positivi per l’economia e la salute pubblica. In etichetta deve essere chiaramente indicata la provenienza delle materie prime. I dati che devono essere presenti riguardano il Paese di condizionamento o trasformazione e il Paese di mungitura. Se il latte o le materie prime sono state munte,condizionate e trasformate in un unico Paese, per esempio l’Italia, si può usare la dicitura “origine del latte:Italia”. Le nuove etichette devono indicare il Paese di trasformazione o condizionamento e il Paese di mungitura. Nel caso in cui si tratti di latte o di derivati condizionati o trasformati in Paesi non dell’Unione Europea, deve essere riportata la dicitura “non UE”. Invece se il latte è stato munto all’interno dei territori europei di più Paesi, in etichetta deve essere indicata la frase “latte da Paesi UE”. Per consentire di mettere in vendita i prodotti confezionati prima del decreto ministeriale è possibile smaltire le scorte entro 180 giorni.

La novità non riguarda i formaggi igp e dop ma interessa il latte vaccino, di bufala, di capra e pecora  e di qualsiasi altro animale.

Exit mobile version