
Il premio, che consiste in una coda di balena in ceramica bianca, realizzata dagli studenti del Liceo Artistico “Pascali-De Nittis”di Bari, verrà consegnato oggi a Sargentini da Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia e Cultura della Regione Puglia, mentre nelle vesti di padroni di casa ci saranno il presidente della Fondazione Pascali Giuseppe Teofilo e la direttrice del Museo Rosalba Branà.
Il gruppo di artisti venne accolto nella “ Città Eterna” fraternamente da Sargentini: all’ Attico si creò un ambiente frizzante e creativo nel quale nacquero alcune fra le più grandi intuizioni artistiche che hanno caratterizzato l’ arte contemporanea italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta. E la mostra è dedicata proprio al periodo che va dal 1966 al 1976.
Fra i pezzi storici più importanti di Pino Pascali in mostra ci sono la “Cresta di Dinosauro”, proveniente dalla Galleria Nazionale di Roma ed i mitici “Bachi da setola con bozzolo”, che il Museo Pascali ha acquistato recentemente grazie ad un finanziamento della Regione Puglia. La mostra è arricchita dalle splendide fotografie di Claudio Abate che testimoniano eventi storici, a cavallo ftra gli anni Sessanta e Settanta, come i celebri “Dodici cavalli” che Jannis Kounellis espose nel 1969 all’ Attico, in via Beccaria; lo storico “Igloo” di Mario Merz ed il celebre “Zodiaco” di Gino De Dominicis.
Pino Pascali è morto, a soli 33 anni, l’11 settembre del 1968 a Roma, tragicamente e prematuramente. E’ forse l’artista pugliese più grande, certamente il più celebre a livello internazionale di tutto il Novecento. Era nato a Bari (i genitori di Polignano a Mare) il 19 ottobre del 1935. Dopo la tragica fine (fu investito da un’auto mentre correva in moto) la sua salma fu inumata nel piccolo cimitero del suo paese di origine.
La carriere artistica di Pascali è stata breve e folgorante. Si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1959 e aveva cominciato subito a farsi notare come scenografo. Aveva eseguito bozzetti, disegni e “corti” per “Carosello” e altre trasmissioni tv, oltre che disegni e plastici di velieri, treni, corazze. Era un instancabile, sensibile e visionario sperimentatore.
Nel 1965 aveva tenuto la sua prima personale, a Roma nella prestigiosa galleria “La Tartaruga”. In soli tre anni si era imposto all’attenzione dei maggior critici d’arte italiani (Vivaldi, Calvesi, Grandi, Rubiu, Boatto, Bucarelli, De Marchis) e di galleristi d’avanguardia, come Sargentini, Sperone, Iolas (che lo presentò nel 1968 a Parigi). Proprio nell’estate del 1968 aveva partecipato su invito con una sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia. Era la sua consacrazione: dopo la sua scomparsa, a mostra ancora aperta, gli fu conferito il Premio internazionale per la Scultura. Scultore, scenografo, performer.
La mostra resterà aperta, fino al 19 giugno, con il seguente orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 21.
Per avere maggiori informazioni sulla mostra o sulle molteplici attività ed iniziative della Fondazione Museo Pino Pascali è possibile telefonare al numero 0804244534, oppure visitare il sito www.museopinopascali.it CLAUDIO ALMANZI