per la complessità e l’eccezionalità del tempo che stiamo vivendo, con
le necessarie prevenzioni da contagio del Covid-19.
L’appuntamento sarebbe stato a metà strada, per i giovani delle due
Diocesi guidate dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, alla Sacra di
San Michele. Ci si dovrà invece unire in preghiera in un’altra forma,
attraverso i social, sul canale YouTube della Pastorale Giovanile di
Torino, sui profili e le pagine di Facebook delle Diocesi, delle
Pastorali Giovanili, sempre stasera, sabato 4 aprile alle ore 21.
L’idea, nata dalla creatività della Consulta diocesana di Pastorale
Giovanile diocesana, si è felicemente incontrata con il medesimo
desiderio dei giovani della diocesi di Susa.
La proposta pastorale di una via Crucis online, attraverso i social,
presieduta dall’Arcivescovo, parte da tre orientamenti di fondo.
Il primo riguarda i destinatari. Al di là del banale gioco di parole,
sarà una Via Crucis sì animata dai giovani, ma non solo rivolta a
loro, bensì alle due comunità diocesane e a tutti coloro che vorranno
collegarsi attraverso i social. Molte persone, soprattutto anziane o
sole, stanno seguendo il Rosario quotidiano dell’Arcivescovo e la
messa da lui celebrata alla domenica mattina. La Via Crucis sarà
dunque un segno – insieme a tanti altri, altrettanto curati – che
vengono dalle singole comunità. I testi dei commenti alle stazioni
della Via Crucis saranno tratti dal messaggio di Papa Francesco per la
XXXV Giornata della Gioventù, «Giovane, dico a te, alzati!”»(Cfr Lc
7,14). Le intenzioni di preghiera ad ogni stazione saranno invece
preparate dal gruppo di «Torino incontra Taizé», continuando così la
preparazione del grande appuntamento del prossimo capodanno, con il
raduno europeo dei giovani legati alla comunità di Taizé a Torino.
Una seconda convinzione riguarda la cosiddetta «virtualità». Non potrà
affatto essere definita virtuale, semmai, più propriamente, digitale,
perché tante persone saranno «realmente» coinvolte nella preparazione
e nella conduzione della Via Crucis e “realmente”, quanti
desidereranno pregare attraverso i social, dovranno scegliere di
dedicare un po’ del tempo del loro sabato sera per unirsi
spiritualmente al cammino della Croce, trasmesso dai canali di
comunicazione. Straordinario, in questo senso, è lo sforzo che sta
compiendo il Grande Coro Hope di Torino, per offrire l’animazione del
canto, con le prove effettuate in contemporanea da tutti i coristi
online, curando la polifonia e l’esecuzione strumentale dei brani.
Sarà «artigianale» nella sua realizzazione tecnica – anche se
sostenuta dal supporto professionale dell’equipe di Pastorale
Giovanile – ma non sarà certamente «virtuale»: davvero tante persone
si stanno adoperando per questa opportunità di preghiera.
Una terza ed ultima convinzione tocca il «dove» della Via Crucis. Non
sarà trasmessa da «non luoghi», ma da tre luoghi concreti, reali e
abitati, delle due diocesi. Nel pieno rispetto delle disposizioni di
distanziamento sociale, Mons. Nosiglia presiederà dalla cappella
dell’Arcivescovado, in collegamento con la parrocchia di Maria Regina
della Pace in Torino e la parrocchia Santa Maria Vergine Assunta in
Villarfocchiardo, ove risiedono i preti incaricati dall’Arcivescovo
per il servizio di pastorale giovanile diocesana. Ma altri luoghi
saranno visibili, quelli della quotidianità dei giovani e dei coristi
che animeranno la Vi Crucis, i quali trasmetteranno dalle proprie case
le letture e i canti. «Tutti a casa» come si ripete spesso in questi
giorni, ma uniti nell’unica Chiesa del Signore attraverso la comunione
dello Spirito Santo.
Come ascolteremo nelle parole del Papa e nella meditazione
dell’Arcivescovo, che concluderà la Via Crucis, l’invito di Gesù
“Giovane, dico a te, alzati!” non è rivolto solo ai giovani. Alziamoci
tutti! In questo tempo difficile di coronavirus, alziamoci, alziamo i
cuori!