Magia e Misteri

Il fantasma di Amalasunta all’Isola Martana lago Bolsena

Il fantasma di Amalasunta vagherebbe sull’Isola Martana. La regina dei Goti, assassinata  dal cugino, non avrebbe ancora trovato pace.

Il fantasma di Amalasunta, la storia

Amalasunta era la regina dei Goti. I suoi contemporanei la descrivono come una persona di vedute aperte, acculturata ed esperta politica.
Alla morte del padre Teodorico le viene assegnata la reggenza di tutti i possedimenti fino a che il figlio Atalarico non diventasse adulto.

Il ragazzo muore poco dopo e la regina sposa il cugino Teodato. Il desiderio di entrare in possesso di tutti i beni e di avere pieni poteri induce Teodato a liberarsi della consorte. La sfortunata viene portata all’Isola Martana nel lago di Bolsena e qui tenuta prigioniera. Morirà nel 535 brutalmente assassinata.

Da allora, il suo spirito non avrebbe ancora trovato pace. Il fantasma della regina dei Goti non avrebbe mai lasciato questo posto.  Nelle notti di vento si odono i suoi lamenti e la sua figura si può avvistare fra gli alberi.

L’Isola Martana

L’Isola Martana si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo. Immersa nel verde è un luogo incontaminato e selvaggio. Ha la forma di una mezzaluna ed il suo territorio è stato abitato sin dall’antichità.
 

L’isola, di proprietà privata, non si può visitare.

E’ circondata dalle placide acque del Lago di Bolsena dal quale emerge anche l’Isola Bisentina.

Il Lago di Bolsena, balneabile, è il più grande di origine vulcanica di tutta l’Europa. E’ una meta turistica molto apprezzata perché è possibile svolgere attività varie come la vela e le immersioni. Bolsena è un borgo incantato dominato dalla rocca dei Monaldeschi, risalente al XIII secolo.

In centro merita una visita l’acquario dove si possono ammirare varie specie di acqua dolce. 

Sull’isola sarebbe stata tenuta prigioniera anche santa Cristina. Il padre, di religione pagana, era intenzionato a far ripudiare la fede cristiana alla figlia. Cristina però non abiurò mai e così venne condannata a morte. Proprio qui avrebbe subito un lungo e terribile martirio. Le sue spoglie riposano a Bolsena, dove sono state trasportate per volontà di Matilde di Canossa.

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