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Maturità: Grazia Deledda, prima donna italiana Nobel

Maturità 2021 : Grazia Deledda prima donna premio Nobel. Come tutti gli anni, tempo prima dell‘esame di maturità, il nome di Grazia Deledda compare nel toto temi 2021. O anche come approfondimento per la sessione orale dell’esame di maturità

Grazia Deledda è la prima donna italiana ad aver ricevuto il Nobel. Quest’anno ricorrono i centocinquant’anni della nascita di Grazia Deledda. .

Grazia Deledda, la biografia

Grazia Deledda nasce il 27 settembre del 1871 a Nuoro. Pur appartenendo ad una famiglia borghese riceve un’istruzione scolastica limitata. Prosegue gli studi da autodidatta, dedicando molto spazio alla lettura.

Il suo esordio come scrittrice avviene con la pubblicazione di un racconto sulla rivista “Ultima moda”. Prosegue con la pubblicazione di novelle e storie e nel 1892 pubblica “Fior di Sardegna” seguito da “Anime oneste” e “La via del male”. Le prime opere sono riconducibili allo stile tardoromantico.

Grazia Deledda si sposa con il funzionario ministeriale Palmiro Madesani nel 1900. Immediatamente la coppia lascia l’Isola per Roma dove i due vivranno stabilmente.

La poetessa sarda continua così la sua produzione letteraria. Nel  1903 pubblica “Elias Portolu”, nel 1904 “Cenere”  poi “L’edera”.  “Canne al vento”, opera maggiormente conosciuta venne scritto nel 1913. E’  ambientato nel borgo di Galtellì dove oggi si trova il parco letterario Grazia Deledda.

Dal romanzo “Cenere” verrà tratto un film con la celebre attrice Eleonora Duse.

Nell’inverno del 1926 la scrittrice sarda è insignita del premio Nobel per la letteratura. Deledda è dunque la prima donna a riceverlo.

Continua a scrivere febbrilmente fino alla morte, causata da un tumore al seno. Grazia Deledda si spegne nel 1936, lasciando incompiuto il romanzo “Cosima”, uscito postumo nel 1937.

La poetica del premio Nobel 1926


Le prime opere di Grazia Deledda riflettono un forte gusto tardo romantico sul quale si innestano tematiche legate ai sentimenti e alla cultura sarda.

Più avanti, la sua poetica assume i toni del decadentismo e del verismo, pur non aderendovi mai completamente. L’autrice non sposerà mai in toto i caratteri più espliciti del verismo come, per esempio, la denuncia sociale. Certamente, i suoi scritti richiamano le letture giovanili dei grandi scrittori russi.

La Sardegna raccontata da Grazia Deledda è un luogo mitico dove si seguono regole ancestrali, mai scalfite dal tempo.
L’ispirazione arriva, non di rado, dal passato, dall’infanzia e dall’esistenza semplice condotta a Nuoro.

Invece, “Cosima” rappresenta una pseudo biografia dove fantasia e realtà si intrecciano.
 L’ambientazione sarda rimarrà prevalente e scalzata soltanto, in piccola parte, nei romanzi “La fuga in Egitto” e in “Annalena Bilsini”. Invece, spostandosi sul linguaggio, la Deledda predilige un lessico colloquiale e semplice.

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