Società

Sergio Giusto dedica 100 quadri alla sua città Albenga

Si tratta di una anteprima della Mostra. Ha già iniziato ad esporre alcuni quadri in diverse vetrine dei negozi del centro ad Albenga. L’ artista Sergio Giusto ha in questo modo dato inizio al suo ambizioso progetto: quello di una mostra di cento quadri dedicati alla”Città delle Torri”.                                                                         “E’ un progetto- ci ha spiegato l’artista- nato durante il lungo periodo del Lockdown quando, come tutti, sono rimasto a lungo bloccato a casa. Pian piano ho sentito il desiderio di fare in modo che questa sosta forzata si trasformasse invece in una opportunità. Ho cominciato a dipingere alcuni luoghi a me più cari di Albenga. Ed in seguito mi sono reso conto che ci sono dei punti particolari, degli scorci bellissimi e poco conosciuti, degli angoli incantati che mi hanno ammaliato ed ho continuato con entusiasmo a lavorare. Ad un certo punto non riuscivo più a fermarmi e mi sono detto: quando arrivo a cento stop. E così è stato. Ora ho iniziato ad esporre in qualche negozio ed in alcuni luoghi chiave del tessuto cittadino. Si tratta di un avvicinamento, di una anteprima della grande mostra che farò, come omaggio alla mia città, a Pasqua, nell’ ex Asilo Ester Siccardi sul Viale”.                                                                                            Ma Giusto non si ferma mai: dopo aver raggiunto quota cento nei dipinti, ha ripreso il grandioso progetto che sta realizzando nell’ entroterra albenganese, a Caprauna: un complesso e variopinto mosaico dedicato alle attività, agli artigiani ed ai prodotti locali.              Ad aiutarlo in questa impresa titanica sono Lorenzo Rossi e Mario Calcagno.                                                                                   “Siamo impegnati- dice Giusto- in questo grande mosaico e ci riempie di orgoglio vedere quanto i residenti e gli abitanti siamo entusiasti. Ora che fa freddo e non possiamo pià lavorare a Caprauna, perciò continuiamo nel mio studio ad Albenga”.                                                           Un altro impegnativo progetto che l’artista albenganese prosegue con grande orgoglio: “Siamo davvero onorati- confessano                insieme a Giusto, Rossi e Calcagno- di realizzare un’opera di queste dimensioni. Si tratta di un impegno considerevole, una sfida che ci appassiona e abbiamo accettato con gioia”.                                                                    Giusto è un artista versatile e poliedrico: scultore e grafico,                  legato all’ Art Brut ed a quella del riciclo. Molto apprezzato                  anche da galleristi e collezionisti. Molte sue opere sono                           dense di significati e di personaggi, di colori e strutturate su diversi piani, insomma molto complesse e frutto di grande e raffinato lavoro. Anche quelle legate all’arte del riciclo sono      frutto di lunga meditazione e lavoro: utilizza oggetti di vario genere, pezzi di computer inservibili, assembla oggetti di recupero, spesso poveri e d’uso quotidiano, collocandoli con ironia ed estro su tavole dipinte con colori acrilici. Le opere di Giusto, che ha alle spalle molte personali e collettive, fanno              parte di decine collezioni private prestigiose. Ha ottenuto               notevoli successi nella Fiere di Padova, Cremona, Forlì e                Zurigo. Per anni, nel suo studio a Garda, Sergio Giusto ha         lavorato incessantemente alla ricerca di un equilibrio tra                     forma e colore che lo colloca davvero fra i più validi artisti                 della generazione di mezzo. Attualmente la galleria d’arte principale di riferimento per Giusto è quella milanese PassepARTout Unconventional di Elena Ferrari.                                          Ora la grande personale nella “Città delle Torri” dislocata in                   più luoghi espositivi nella quale metterà in mostra il suo                   omaggio ad Albenga: saranno esposte le 100 opere dedicate                 alla città.

                                                        CLAUDIO ALMANZI

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