Mediterranews

Esami di maturità: Natalia Ginzburg, ripasso

Esami di maturità: Natalia Ginzburg potrebbe essere una delle scrittrici da ripassare in previsione della prima prova scritta.

Esami di maturità, Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg potrebbe rientrare fra le possibili tracce delle imminente prova scritta di italiano.

Nasce a Palermo nel 1916 in una famiglia colta ed antifascista. Con i genitori si trasferisce a Torino dove, ancora bambina, assiste all’arresto del padre e dei fratelli perché oppositori del fascismo. Natalia Ginzburg dopo la maturità classica, frequenta l’università senza però laurearsi. Sin da piccola è appassionata di scrittura e compone sia racconti che poesie. Nel 1936 pubblica “Lessico famigliare”, ispirato fortemente alla sua esperienza familiare.
Si sposa con l’antifascista Leone Ginzburg nel 1938, dal quale avrà tre figli. Leone Ginzburg, dopo esser condannato all’esilio, è arrestato perché responsabile di “Italia libera”, un giornale libero e clandestino. Il letterato muore a Roma nel 1944 durante la detenzione a Regina Coeli. La scrittrice è costretta alla fuga, aiutata da Adriano Olivetti. Dopo varie pellegrinazioni torna a Torino. Si dedica alla scrittura e alla traduzione di testi francesi e stringe amicizia con molti intellettuali. Un rapporto di grande stima la lega a Cesare Pavese, del quale parla in “Ritratto di un amico”.
 Nel 1950 sposa Gabriele Baldini e alla sua morte rende sempre più forte il suo interesse per la società e politica italiana.
L’impegno politico di Natalia Ginzburg si concretizza con l’elezione in parlamento fra le file della Sinistra italiana nel 1983.
La scrittrice muore il 7 ottobre 1991 a Roma.

Natalia Ginzburg, le opere


“Lessico famigliare” è il racconto della sua famiglia d’origine, dichiaratamente antifascista. I personaggi, ritratti con affetto, si delineano anche grazie ai traumatici eventi storici. Il libro è ambientato negli anni della dittatura fascista.
 Oltre ai membri della sua famiglia si parla anche di Filippo Turati, Cesare Pavese ed Adriano Olivetti. Nel 1963 il romanzo vince il Premio Strega.
Invece, “Le piccole virtù” comprende undici testi, scritti in un arco temporale di circa vent’anni. La scrittrice riflette sul ruolo educativo dei genitori e sulla loro responsabilità nell’insegnare i grandi valori come il coraggio e la generosità.

Fra le altre opere della scrittrice bisogna ricordare “E’ stato così”, “Vita immaginaria, “Valentino” e “La madre”.

Exit mobile version