Magia e Misteri

Santa Chiara da Montefalco e l’albero dei paternostri

Santa Chiara da Montefalco e l’albero dei paternostri. Il 17 agosto si celebra la  memoria della monaca agostiniana.

Santa Chiara da Montefalco e l’albero dei paternostri

La leggenda è ambientata a Montefalco, in Umbria. Chiara da Montefalco, conosciuta anche come della croce, entra in monastero da giovanissima. La leggenda vuole che un giorno, mentre la monaca lavora nel piccolo giardino, arrivi un pellegrino. E’ un uomo, stanco e provato, che cammina appoggiandosi ad un bastone. Il visitatore e l’agostiniana si intrattengono in una lunga conversazione spirituale. Durante il dialogo il visitatore esprime il desiderio di trovare un luogo sicuro dove piantare la sua croce. Giunto il momento di congedarsi, il viaggiatore le dona il suo vecchio bastone. In segno di umiltà e devozione, Chiara lo pianta nell’orto, annaffiandolo regolarmente. Dopo qualche tempo vi spuntano le prime gemme e poi dei bellissimi fiori.

L’antico arbusto è ancora presente nel giardino del convento. Colui che si era presentato alla devota monaca come un semplice pellegrino era, in realtà, Gesù.
L’albero produce delle bacche simili a dei noccioli che, una volta secche,  cadono. Tali frutti, sconosciuti in epoca medioevale, si iniziano ad usare per creare delle corone sulle quali pregare. Ecco perché si chiama l’albero dei paternostri. La pianta, il cui nome scientifico è Melia azedarach, è originaria dell’Asia ed è caratterizzata da fiorellini profumati che sbocciano con i primi caldi.

La Santa di Montefalco

La monaca è nota per la sua affermazione “Ho Gesù crocifisso nel mio cuore”. Dopo la sua morte, avvenuta il 17 agosto del 1308, le consorelle decidono di conservarne il suo corpo. Durante tali operazioni, le monache hanno la possibilità di osservarne gli organi interni che si presentano molto particolari. Nel petto di Chiara si rinvengono la corona di spine, i chiodi, la croce ed i simboli della trinità.

Un altro segno di santità è il suo corpo incorruttibile, conservato ancora oggi presso il monastero di Montefalco.
 Il processo di santificazione inizia qualche anno dopo la sua morte e si conclude da papa Leone XII nel 1881.

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