Editoriali

Diritti umani in Algeria : un problema che riguarda anche l’Italia

Negli utlimi mesi il nostro Paese è divento ancora più dipendente dal gas algerino. Questo riposizionamento sul piano delle forniture è dovuto alla scelta, anche etica di non approvvigionarsi più dalla Federazione Russa, impenganta nella guerra in Ucraina. Tuttavia, questa scelta, pone seri interrogativi sullo stesso piano etico e morale che hanno portato l’Italia ad abbandonare la Federazione Russa.

In questi giorni le agenzie di stampa hanno rilanciato la notizia che : ” La delegazione statunitense alla 51esima sessione del Consiglio per i diritti umani a Ginevra, così come diverse *ONG*, ha chiesto all’Algeria di affrontare la situazione estremamente preoccupante dei diritti umani nel Paese, le massicce violazioni dei diritti delle popolazioni sequestrate nei campi di Tindouf* e “il rifiuto dello Stato algerino di assumersi le proprie responsabilità legali e porre fine agli odiosi crimini, nonostante le ripetute scoperte e gli appelli dei meccanismi dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani”. In qualità di *presidente della delegazione statunitense, l’ambasciatore Bathsheba Nell Crocker, rappresentante permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha ribadito la “preoccupazione degli Stati Uniti per l’uso diffuso di leggi che limitano indebitamente le libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione per arrestare gli attivisti”. Ha inoltre elogiato “i coraggiosi attivisti della società civile, i difensori dei diritti umani, gli operatori dei media e altri che dicono la verità al potere e si battono per il rispetto dei diritti umani”.

Inoltre, le stesse fonti hanno rilanciato la posizione del Signor El Fadel Brika che, parlando ” a nome della *ONG “IL CENACOLO “*, e come *vittima delle atrocità dei separatisti del Polisario ha fornito un resoconto straziante dei rapimenti, delle detenzioni arbitrarie e dei peggiori tipi di tortura psicologica e fisica nelle prigioni segrete gestite dalle milizie del Polisario in territorio algerino*. Ha inoltre richiamato “l’attenzione del Consiglio dei diritti umani sulle violazioni sistematiche commesse dai separatisti del Polisario e dalle forze algerine” contro “le popolazioni sequestrate nei campi di Tindouf”, dove ricorrono aimezzi più orribili per punire qualsiasi voce che si opponga o denunci le loro gravi violazioni e il furto di aiuti umanitari*, comprese le *esecuzioni extragiudiziali, l’ultima delle quali è stato il rogo dei due giovani saharawi, Maha Ould Hamdi Ould Souilem e Alien Idrissi, mentre erano ancora vivi.

In tutto questo sembra che la politica italiana possa non essere interessata . Invece l’Italia potrebbe essere centrale non solo nella mediazione della risoluzione delle tensioni del Nord Africa ma anche nel domandare il rispetto dei diritti unani in Algeria. Lo status di maggior acquirente di idrocarburi potrebbe essere la leva attarverso la quale chiedere al Governo algerino il rispetto dei diritti della persona , delle minoranze religiose e delle mionarnze etinche .

I prossimo Governo dovrebbe essere protagonista di un dialogo serrato con le autorità alegerine proprio per chiedere ed eventualemente subordinare i contratti di interscambio al rispetto dei valori della Costituzione. Mi riferisco all’articolo 41 che prevede la libertà dell’iniziaitiva economica ma che la stessa non possa essere svolta “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” . Ma anche all’art 11 primo comma dove si precisa che ” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;” . In quest’ultimo caso mi riferisco alle previste esercitazioni militari congiunte Russo /Algerine previste a Novembre che , nei fatti, risulterebbero finanziate indirettamente dal gas pagato dall’Italia.

I partiti politici facciano sentire la loro voce . Il rispetto dei diritti umani non è un esercizio a “geometria variabile” ma va applicato sempre ed ovunque

Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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