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Karrasegare Osinku: il carnevale di Bosa

Il borgo di Bosa è arlecchino per tutto l’anno, con le sue case colorate, ma sotto carnevale lo diventa ancora di più: scopriamo il Karrasegare.

Bosa è uno splendido borgo al confine settentrionale della provincia di Oristano, in un’area storica che prende il nome di Planargia. Si tratta di un luogo davvero speciale, dalle case variopinte al fiume Temo, che la percorre e che è l’unico navigabile della Sardegna. Ma Bosa diventa ancora più speciale sotto carnevale.

Scopriamo insieme la storia e il programma del Karrasegare Osinku, il carnevale di Bosa.

La storia del Carnevale di Bosa

Anche in questo caso, nella tradizione carnevalesca si intravedono le caratteristiche degli antichi rituali dionisiaci e propiziatori che le popolazioni nuragiche e post-nuragiche solevano celebrare all’inizio dell’anno. Se nei carnevali del centro Sardegna questo tratto ancestrale è molto più evidente, in quello di Bosa si ravvisa nel significato e nei modi dei rituali che compongono il Karrasegare, oggi vestiti di tratti decisamente contemporanei.

Visti gli echi della ritualità pagana pre-cristiana, anche il carnevale di Bosa è considerato uno dei più antichi di Sardegna.

Il programma del Karrasegare

Un tempo il Carnevale di Bosa iniziava addirittura a Capodanno, con l’apertura delle sale da ballo che continuava ininterrotta fino al Martedì Grasso. Oggi l’inizio è più tardo, ma comunque molto in anticipo rispetto a molti carnevali.

Il Karrasegare 2023 avrà inizio il 9 febbraio, per poi concludersi il Martedì Grasso, 21 febbraio (anche se in realtà l’ultimo evento sarà la classica pentolaccia della sabato prima della prima domenica di Quaresima, il 25 febbraio).

L’incipit: Gioggia Laldaggiolu

Il Karrasegare muove i suoi primi passi nel giovedì che precede Giovedì Grasso, con la tradizionale sfilata di Gioggia Laldaggiolu, in cui uomini vestiti con una giacca al contrario e il volto annerito con cenere di sughero si aggirano per il paese con un bastone, bussando porta per porta alla ricerca di cibo. Questi personaggi intonano il classico “trallalera”, più o meno improvvisato, ricevendo in dono del cibo da infilzare con il bastone.

Giovedì Grasso: la sfilata dei carri e delle maschere

Il Giovedì Grasso (Giogia de Carrasegare) è il giorno in cui sfilano i carri allegorici e tutti si mascherano nei modi più disparati, per lo più in maniera contemporanea. È un momento in cui è coinvolta tutta la popolazione, in particolare i bambini delle scuole.

Sabato di Carnevale: protagoniste le cantine

Segue il sabato, il giorno “delle cantine”: Bosa è infatti terra di vini pregiati, le cui uve maturano tra le colline della Planargia, e il sabato di carnevale i proprietari di cantine offrono vino e cibo alla popolazione.

Il Martedì grasso: S’Attittidu e Gioldzi

La domenica di Carnevale e il lunedì vedono altre sfilate, concerti e eventi con protagoniste le barche che ogni giorno solcano il temo. Ma è il Martedì Grasso il culmine della festa: si inizia la mattina con S’Attittidu, momento di tristezza in cui la popolazione si maschera in vestiti neri femminili, una veste funebre in cui piangono un bambolotto morente (e menomato), Gioldzi.

Questa non è altro che una metafora del Carnevale, che il Martedì Grasso, appena iniziato, è già morente, come il bambolotto Gioldzi che appena nato muore di stenti, con le “finte madri” alla ricerca di donne disposte a donare un po’ di latte (con “preghiere” che si basano anche su allusioni sessuali).

La giornata, dopo una pausa di un’ora in cui tutti tornano a casa, si conclude con la ricerca di Gioldzi per le strada del paese, effettuata dalle stesse persone, ma stavolta vestite di bianco. Una volta trovato Gioldzi, si prosegue con un falò in cui il bambolotto viene bruciato, in un rito dal sapore dionisiaco e propiziatorio.

I significati del Karrasegare Osinku

Il Karrasegare porta con sé ritualità e significati antichi, oggi forse poco comprensibili di primo acchito. Durante il uso svolgimento è molto presente il tema della sessualità, trattata in modo esplicito e leggero. Ma questa festa è anche un momento in cui ogni vincolo sociale si fa da parte, lasciando spazio alla satira e alla ridicolizzazione di conflitti e dinamiche interne della vita paesana.

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