Un questione poco affrontata : la situazione in Cabilia

Nella primavera del 1980 ella primavera del 1980 in Cabilia e ad Algeri, si manifestò per la prima volta pubblicamente l’esigenza di un riconoscimento della lingua e della cultura Amazigh ( berbera) in Algeria. Si tratta anche del primo movimento popolare di opposizione alle autorità algerine dopo l’indipendenza del 1962.
Era, infatti, il 10 marzo 1980 quando le autorità impedirono al poeta algerino Mouloud Mammeri, autore di una raccolta di poemi in cabilo, di tenere una conferenza presso l’ateneo di Tizi Ouzou, capoluogo dell’omonima provincia cabila dell’Algeria orientale.
Davanti a questa situazione la reazione dei cittadini fu di accesa protesta: le manifestazioni, si protrassero fino ad aprile inoltrato e si spinsero fino alla capitale Algeri, corredate da scioperi e dalla relativa repressione poliziesca, che lasciò sul terreno almeno un centinaio di morti e numerosi feriti. Occorre precisare che la Cabilia reclamava una autonomia non solo culturale ma anche politica . La Cabilia, è sempre stata fortemente geolosa della propria indipendenza , già in età romana era una regione dove si succedevano rivolte verso Roma, come la celebre rivolta dei Quinquegentanei .
Dopo la conquista di Algeri nel 1830 da parte dei francesi, la Cabilia fu un po’ alla volta accerchiata, e cadde solo nel 1857, quando tutto il resto dell’Algeria era già stato conquistato. Nella resistenza si distinse un’eroina che ancor oggi è molto amata ed ammirata, Lalla Fadhma n’Soumer. Nel 1871 la Cabilia fu tra le regioni che con più forza aderirono alla sollevazione che cercò di liberarsi dal colonialismo francese, approfittando dei rovesci che questi avevano subito nella guerra franco-prussiana. Sconfitti, i Cabili dovettero subire una gravissima repressione, con nuove istituzioni, nuove classi dirigenti e la confisca di gran parte delle terre migliori.
Questa serie di eventi dimostra come ben poco, questa regione possa avere a che fare con la moderna Algeria, ma ancora di più dimostra la scarsa capacità del governo di Algeri di saper gestire le diversità.
Infatti, mentre in nazioni vicine la cultura Amazig è elevata persino a livello costituzionale, oppure le diversità territoriali vengono gestite con un sano progetto di regionalismo , l’Algeria prosegue con una poltica accentratrice orami fuori dalla Storia e che pone di fatto più rischi che soluzioni. Il centralismo è un modello superato e tutte le Nazioni moderne si dotano di modelli regionali , federali o regionalismo avanzato.
Rispetto al centralismo, la regionalizzazione , anche avanzata pone il potere più vicino ai cittadini , permette un controllo democratico delle istituzioni , insomma non risolve ma, sicuramente attenua rischi e spinte centrifughe.
Per queste reagioni sarebbe un bene , per il popolo algerino, se anche Algeri attuasse maggiori aperture sul piano delle autonomie locali, riconoscendo come esperimento alla Cabilia un ruolo di federalismo avanzato , sarebbe anche un riconoscimento al ruolo svolto da questa regione nella lotta per l’Indipendenza
Marco Baratto
