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Il fantasma di Nina Schiaffino Giustiniani

Il fantasma di Nina Schiaffino Giustiniani a Genova, suicida per amore. Giovane e colta, la nobildonna, già sposata, intreccia una relazione sfortunata con Camillo Benso conte di Cavour.

Il fantasma di Nina Schiaffino Giustiniani

A Genova si aggirerebbe lo spirito della sfortunata Nina Schiaffino Giustiniani. Ogni anno, nel luogo dove è avvenuto il suo suicidio, comparirebbe, ben visibile, l’alone lasciato dal suo corpo morente. Sarebbe il modo in cui l’anima di Nina tornerebbe a vivere, almeno per un giorno.

Nina Schiaffino Giustiniani è una nobildonna raffinata e colta, cresciuta per alcuni anni in Francia. Si sposa col nobile genovese Stefano Giustiniani in servizio alla corte piemontese. Dal loro matrimonio, mai felice, nascono tre figli. A dividere la giovane coppia vi sono le inclinazioni personali e politiche. Mentre Stefano Giustiniani ha idee conservatrici, la moglie è una fervente mazziniana ed il suo salotto è frequentato da rivoluzionari e da intellettuali liberali.

Nel 1830, l’affascinante Anna, è questo il suo vero nome, conosce Cavour, giunto in città come ufficiale del Genio Civile. La loro amicizia si trasforma velocemente in una passione ardente e fatale. Si frequentano, nonostante si diffondano le prime indiscrezioni e Stefano Giustiniani scopra la verità.

Quando Camillo Benso è costretto a lasciare Genova, la coppia non intende porre fine alla loro relazione. Continuano a scriversi ma per il conte la distanza equivale a dimenticare la dolce Nina. L’impossibilità di vedersi ed il malumore che respirava fra le mura domestiche, rattristano la nobildonna. Dopo circa quattro anni, Cavour le scrive per annunciarle il suo arrivo ma in seguito ad un’epidemia di tifo il conte è impossibilitato ad intraprendere il viaggio. La marchesa allora decide di raggiungerlo, ma è fermata da alcuni ufficiali sanitari e costretta a tornare a Genova. Il conte, le scrive per rassicurarla ma dalle sue parole si percepisce che l’amore è ormai sfiorito. Nina è sempre più affranta e triste. Ha capito che Cavour, piuttosto sensibile al fascino femminile, l’ha dimenticata. Inoltre la sua famiglia non accetta la relazione clandestina, così come buona parte degli amici.

La triste fine di Nina

In preda alla disperazione e alla consapevolezza che mai tornerà il suo grande amore la donna risolve di togliersi la vita.

Il 24 aprile del 1841, a soli trent’anni, la nobildonna decide di suicidarsi. Si getta dalla finestra di palazzo Lercari ma la morte arriverà soltanto dopo qualche giorno. Le sue spoglie riposano presso la chiesa dei Cappuccini.

L’amore fra Camillo Benso e Nina è testimoniata dal carteggio ritrovato presso le dimore di entrambi. Il conte ha tenuto, fino all’ultimo, insieme alle lettere alcune ciocche di capelli delle sua amata.

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