Il Centro internazionale di ricerche sulla prevenzione dei bambini soldato ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale si rimarca la preoccupazione sui bambini presenti nei campi algerini di Tinduf.
La nota rimarca che vi siano video di ” centinaia di bambini in uniformi militari” . Il Centro richiama l’Algeria alle sue responsabilità in merito in quanto parte della Convenzione internazionale sulla protezione dell’ infanzia.
Non è la prima volta che vi sono segnalazione del genere. L’ Algeria era domenica rappresenta a Roma, al forum sull’immigrazione. Ma sarebbe giusto che spiegasse il fondamento di queste notizie. Non possiamo come italiani, e come principale cliente dell’Algeria che sussista anche solo il dubbio che nei campi di Tinduf vengano addestrati dei bambini soldato.
Non lo possiamo permettere perché i diritti umani e dell’infanzia sono un bagaglio che vale la credibilità di una intera Nazione.
L’Italia chieda spiegazioni sulle condizioni dei profughi nei campi algerini sia degli adulti sia, in modo particolare, dei bambini. La nostra posizione di maggiore cliente ci permette di chiedere chiarimenti. Ma ci permette anche di chiedere che i soldi che paghiamo per gli idrocarburi vengano destinate alla popolazione algerina e agli abitanti di questi campi.
Marco Baratto