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San Salvatore di Sinis: storia e curiosità

San Salvatore di Sinis, un luogo oggi abbandonato e utilizzato in passato come set di numerosi film del genere western-spaghetti all’italiana.

Quando si pensa al Sinis non può che venire in mente la vastità delle bellissime spiagge, eppure lungo la strada per raggiungere Is Arutas e Mari Ermi, si costeggia l’antico villaggio in stile western di San Salvatore, una tappa unica e da non perdere assolutamente.

San Salvatore di Sinis: storia e curiosità foto FABIO LAI
San Salvatore di Sinis: storia e curiosità foto FABIO LAI

La storia:

In provincia di Oristano più precisamente nel comune di Cabras, si trova San Salvatore di Sinis, un piccolo borgo di origine medievale che deve il suo aspetto al periodo della dominazione spagnola. Il paese ricorda tanto i villaggi messicani, infatti è caratterizzato da basse casette quadrate disposte a schiera, denominate “sas cumbessias”, e da viuzze in terra battuta. San Salvatore di Sinis prende il nome dalla chiesa situata al centro del paese e costruita nel XVII secolo.

In quest’ultima è presente un sotterraneo che porta a un antico santuario pagano di origine nuragica, dedicato al culto delle acque. L’ipogeo è formato da cinque ambienti intorno a una stanza centrale circolare dove si trova un pozzo sacro. Il soffitto del pozzo giace sotto il livello del mare ed è collegato al pavimento della chiesa tramite una fessura da cui entra la luce. Le pareti sono ricoperte da vari disegni e affreschi risalenti ai tanti secoli della sua esistenza, si possono notare numerosi graffiti che rappresentano animali, navi, figure umane, lettere dell’alfabeto greco, persino scene della vita quotidiana in epoca romana come l’ippodromo.

Fuori dal centro abitato si può vedere la statua in onore a San Salvatore e le rovine delle terme romane di “Domu’ e Cubas” che probabilmente facevano parte di una villa romana.

Il far west:

San Salvatore di Sinis: storia e curiosità foto FABIO LAI
San Salvatore di Sinis: storia e curiosità foto FABIO LAI

Tra gli anni ’60 e ’70 con l’arrivo del cinema western il villaggio di San Salvatore fece da set cinematografico a numerosi film per via delle sue caratteristiche naturali. La prima società privata a investire su questo posto fu la Corronca Company che ne approffittò per girare film western a costi inferiori. Fecero costruire un patibolo per giustiziare i criminali, la centrale dello sceriffo, un pozzo e un saloon che successivamente venne raso al suolo da un incendio nel 1991 e poi saccheggiato più volte. Tra pellicole più famose girate a San Salvatore sono sicuramente da ricordare:

“Per un pugno di dollari”, film del 1964 del celebre regista di film western Sergio Leone con le musiche di Ennio Morricone. Solo alcune scene sono state girate in questo luogo.

“Dio perdoni la mia pistola”, film del 1969, anch’esso fu girato solo in parte.

“Giarretiera Colt” film del 1968 di Gian Andrea Rocco, che ha come protagonista una giustiziera a cavallo interpretata da Nicoletta Machiavelli, che con la pistola fa giustizia da sé. Questa pellicola ha ispirato il regista Quentin Tarantino nel film “Kill Bill”, infatti la protagonista interpetata da Uma Thurman porta il cognome Machiavelli come omaggio alla pellicola.

Com’è oggi:

San Salvatore di Sinis: storia e curiosità foto FABIO LAI

Oggi San Salvatore sembra un luogo quasi abbandonato, viene frequentato perlopiù dagli agricoltori nel periodo della semina in autunno, e in estate per la raccolta del grano, ma in occasione delle novene e della festa del santo, il villaggio si anima. Il primo sabato di settembre si tiene la “Corsa degli scalzi”, una festa religiosa dove circa 800 “curridoris” all’alba, vestiti in tunica bianca, accompagnano il simulacro di San Salvatore da Cabras fino al santuario di San Salvatore Sinis. Una volta arrivata la sera la statua verrà riportata a Cabras, sempre di corsa e scalzi, lungo la strada di 7 chilometri che collega le due località.

Fabio Lai

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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