Paulilatino: Santa Cristina

Andiamo a scoprire le curiosità, i misteri e le leggende legate al sacro pozzo di Santa Cristina, che da sempre affascinano e incuriosiscono studiosi e appassionati.
In provincia di Oristano, nel territorio di Paulilatino si trova il pozzo di Santa Cristina, il più misterioso e rappresentativo pozzo nuragico della Sardegna, legato al culto delle acque e all’osservazione astronomica.
Il pozzo di Santa Cristina è collocato all’interno di un sito nuragico che si estende per circa un ettaro. All’interno di esso si trova il pozzo sacro e altre strutture come, una capanna delle
riunioni, un recinto e altre capanne più piccole. Si può visitare anche il villaggio nuragico composto da un nuraghe monotorre circondato da alcune capanne in pietra dalla forma allungata, e il villaggio cristiano con la chiesa campestre di Santa Cristina che dà il nome all’omonimo pozzo.
Storia e struttura:
Il pozzo di Santa Cristina appartiene alla tipologia dei pozzi sacri e risale al XI secolo A.C. Il primo a scrivere su questo pozzo nel 1840 fu il generale e politico italiano Alberto Della Marmora, di seguito venne menzionato anche nel Dizionario del Casalis nel 1909. Dopo varie teorie, solo nei primi anni del XX secolo l’archeologo Antonio Taramelli fece chiarezza sulla funzione del pozzo sacro.
La struttura è molto vasta ed esternamente è circondata da alberi di ulivo secolari e dai resti
dell’antico villaggio nuragico. Il tèmenos, ovvero un recinto sacro di forma ellittica che si sviluppa
con una sagoma “a serratura di chiave”, separa il pozzo dall’area profana, ovvero l’esterno.
Si accede alla struttura attraverso un vestibolo o atrio pavimentato dove un tempo probabilmente, si svolgevano cerimonie di culto. Successivamente al vestibolo, segue il vano scala di forma trapezoidale costituito da 25 gradini di basalto disposti in filari di conci isodomi (tecnica tipica dell’età del Bronzo), che si restringono verso il fondo del pozzo per una profondità di 6 metri e mezzo. Allo stesso modo altri 25 gradini formano una scala rovesciata nella parte superiore. Al termine delle scalinate si trova il pozzo vero e proprio che è formato da una cella a pianta circolare coperta da una sorta di pseudocupola a volta ogivale che prende il nome di thòlos.
L’acqua del pozzo sacro ancora oggi sgorga grazie a una falda perenne che consente alla vasca scavata nella roccia di riempirsi, fino a raggiungere il primo gradino della scala.
Durante gli scavi sono state scovate quattro statuine di bronzo fenicie, due fibule e alcune figure fittili antropomorfe. Nell’area adiacente al pozzo invece sono state rinvenute alcune terrecotte figurate, balsamari in pasta vitrea e vaghi di collane.

I misteri legati al pozzo:
Nella struttura sacra del pozzo di Santa Cristina si svolgevano pratiche religiose e pellegrinaggi legati al culto dell’acqua, che riunivano intere comunità e popolazioni.
Alcuni studiosi sostengono che il pozzo fosse anche un luogo di osservazione astronomica. Infatti ogni 18 anni e mezzo, durante il lunistizio maggiore quando la luna raggiunge la sua altezza massima, la propria luce attraversa il foro in cima pozzo riflettendosi sull’acqua.
Un’altro fenomeno curioso è quello dell’ombra capovolta che si manifesta durante i mesi di settembre e di marzo, in occasione degli equinozi. In questo periodo il sole illumina perfettamente il fondo del pozzo, penetrando attraverso le scale e riflettendosi sul pozzo. In questo modo l’osservatore può vedere la propria ombra riflessa sull’acqua e capovolta perfettamente sulla parete superiore, come se ci fosse un collegamento tra due mondi.
FABIO LAI



