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Ucraina: Save the Children, mezzo milione di bambini nati in mille giorni di guerra, tra violenze e bombardamenti

In Ucraina è nato più di mezzo milione di bambini da quando è scoppiata la guerra su larga scala, mille giorni fa, e molti di loro non conoscono altro che un mondo di violenza, bombardamenti e separazioni familiari. È quanto emerge dalla nuova analisidi Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – pubblicata alla vigilia della Giornata mondiale dell’infanzia.

Tra febbraio 2022 e agosto 2024 sono nati in Ucraina più di 516.000 bambini[1], privati di qualsiasi diritto alla sicurezza e all’assistenza sanitaria, molti dei quali vivono in prima linea, esposti al pericolo e allo stress emotivo dei bombardamenti. I bambini nati in guerra sono esposti a rischi[2] immediati dovuti alla mancanza di assistenza sanitaria adeguata, di acqua potabile e di nutrizione, nonché all’interruzione dell’allattamento al seno e della cura della prima infanzia. Lo stress e i traumi subiti dai genitori nelle zone di conflitto possono avere un forte impatto anche sul loro sviluppo a lungo termine e sulla loro salute mentale.

Secondo l’Armed Conflict Location and Event Data (ACLED)[3], dal 24 febbraio 2022 in Ucraina ci sono stati più di mille attacchi contro i civili. Le città e le comunità in prima linea sono state ridotte in macerie e gli allarmi per i raid aerei possono scattare più volte al giorno in tutto il Paese. Solo nell’ottobre 2024, la capitale Kiev è stata attaccata 20 volte[4].

Negli ultimi mesi si è registrato un aumento significativo delle vittime civili[5], molte delle quali causate dall’uso di armi esplosive in aree densamente popolate. I bambini, compresi i neonati, hanno continuato a essere uccisi e feriti con una frequenza allarmante[6].

Un altro grave rischio per la vita dei neonati e delle loro madri sono gli attacchi alle strutture sanitarie: negli ultimi mille giorni, ne sono stati accertati 1.800[7], pari a più di una struttura sanitaria attaccata ogni giorno. Nel luglio 2024, il più grande ospedale pediatrico dell’Ucraina è stato bombardato, ferendo e uccidendo 144 persone tra bambini e adulti[8].

Sulle strutture sanitarie e sulla loro capacità di fornire servizi adeguati a madri e bambini, soprattutto con l’inizio del gelido inverno, pesano anche i ripetuti bombardamenti alle infrastrutture energetiche[9] e il calo della produzione di elettricità.

Diverse madri hanno raccontato agli operatori di Save the Children di avere paura di andare in ospedale, alcune addirittura saltano le visite sanitarie a causa del rischio di attacchi.

“Ci sono state alcune difficoltà con il parto. La data era fissata per il 24 marzo (2022) e per tutto il giorno c’è stato un allarme aereo. Ero preoccupata, per questo non sono andata in ospedale e sono rimasta a casa. Ho aspettato per tutto il giorno. Il giorno dopo, al mattino presto, l’allarme è scattato e sono andata in ospedale”, ha raccontato Yuliia, 42 anni, che ha dato alla luce la sua terza figlia, Tetiana (2 anni), un mese dopo l’inizio della guerra. “Subito dopo il parto è ricominciato l’allarme aereo, così siamo andati nel corridoio dove c’era un muro spesso a proteggerci. Psicologicamente non è stato facile, ma il personale medico mi ha dato cibo e coperte calde e si è preso cura di me. Ero molto ansiosa, non sapendo cosa sarebbe successo la settimana successiva o addirittura nelle 24 ore successive, perché sentivamo continuamente i razzi che si alzavano in cielo. Un posto vicino alla nostra casa è stato colpito da più di dieci razzi e la nostra casa è stata danneggiata. Uno degli ultimi è caduto a 10 o 15 metri dall’ingresso del nostro condominio. Un muro ci ha protetto dalle schegge. I miei figli sono impauriti [dalla guerra]. Non ne parlano spesso, ma vedo che sono più turbati. Per esempio, la più piccola (Tetiana), quando sente qualcuno sbattere la porta, dice: <>”.

Le madri sono anche preoccupate di come i loro bambini, soprattutto i più piccoli, affronteranno i prossimi mesi, con le previsioni dell’inverno più rigido dall’inizio della guerra su larga scala. Gli attacchi mirati alle infrastrutture energetiche lasceranno potenzialmente madri e bambini senza riscaldamento e acqua calda per ore e ore, mentre le temperature scenderanno al di sotto dello zero, fino a raggiungere i -20 gradi in alcune aree.

“Rischiamo di congelare. Anche se un missile non colpisce direttamente la casa, ma un altro punto, come il locale caldaia, saremo esposti a temperature freddissime [in casa], soprattutto durante il periodo di gelo. Se il missile colpisce un edificio residenziale, c’è il pericolo di schegge o addirittura di un colpo diretto. Oppure di morire congelati mentre i soccorritori lavorano per rimuovere le macerie”, racconta Valentyna, che vive vicino alla linea del fronte nella regione di Donetsk, e a 29 anni ha dato alla luce sua figlia Polina (2 anni) poco prima dello scoppio della guerra.

“In 1.000 giorni di guerra in Ucraina, le bambine e i bambini sono stati uccisi e mutilati, si sono visti strappare via la loro infanzia, hanno perso i loro cari e i loro amici, hanno dovuto fuggire dalle loro case nel buio della notte e hanno sopportato innumerevoli ore rifugiandosi in corridoi, scantinati e metropolitane. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile e il mondo deve fare di più per fermare questa violenza senza fine contro i bambini”, ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina. “Domani ricorre anche la Giornata mondiale dell’infanzia, un momento in cui dovremmo celebrare i bambini e i loro diritti, compreso quello alla sicurezza, al cibo, all’acqua, all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Eppure oggi, in Ucraina e nel mondo, i diritti dei bambini vengono costantemente violati. I bambini in Ucraina hanno bisogno del sostegno della comunità internazionale, ora più che mai. Il mondo deve farsi avanti e garantire che la risposta umanitaria sia completamente finanziata e volta a sostenere la ripresa a lungo termine di questa generazione. Le parti in conflitto devono porre fine ai terribili attacchi ai civili e alle gravi violazioni contro i bambini”.

Save the Children lavora in Ucraina dal 2014. Dal 24 febbraio 2022, l’Organizzazione ha aumentato in maniera esponenziale le sue operazioni e ora il team conta 350 persone, con sede a Kyiv, Kharkiv, Mykolaiv, Dnipro, Sumy e Chernivtsi. Lavorando con più di 25 partner, l’Organizzazione ha fornito un sostegno essenziale e ha raggiunto più di 3,44 milioni di persone, tra cui circa 1,4 milioni di bambini.

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