Natale: alle radici del significato

Natale è una ricorrenza di origine remota. Nell’antica Roma, a dicembre si svolgevano i saturnali, dei riti pagani che celebravano Saturno. Invece, a fine mese cadeva la ricorrenza del natalis solis invicti perché terminava il periodo in cui le giornate erano particolarmente corte e buie. Con la diffusione della religione cristiana le credenze pagane sono state trasformate e fatte confluire nella celebrazione della nascita di Cristo.
Il 25 dicembre può essere vissuto sia come festa religiosa che laica. Per chi non è cattolico, è comunque una giornata di festa. Si vive come un’occasione per trascorrere maggior tempo con la propria famiglia e per dedicarsi alle attività preferite.
Un’altra consuetudine è lo scambio dei regali. E’ un modo per dichiarare il proprio affetto ma anche per affermare il desiderio che il futuro sia colmo di cose positive.
Lo scambio d’auguri non è tipico soltanto dei fedeli ma di tutti. Si è soliti augurare buone feste come auspicio di felicità, anche in previsione del nuovo anno.
Natale e i giorni seguenti sono poi sinonimo universale di buon cibo. Per molti si ci riunisce a tavola il 25 mentre per altri i festeggiamenti iniziano con la cena del 24 e si concludono il 26 dicembre. Le pietanze spaziano dagli arrosti alle fritture di pesce, dall’insalata russa alle lasagne. Invece, per i dolci la tradizione più quotata prevede il consumo di panettone e pandoro. Altri dolciumi tipici natalizi sono il torrone, la frutta secca pralinata, il panforte e i dolci regionali come, per esempio, il pan giallo del Lazio.

