Andrea Faraguna vince il Leone d’Oro per la Migliore Partecipazione Nazionale

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale al Regno del Bahrain: il Padiglione offre una proposta concreta per affrontare condizioni di calore estremo. Come spiegano i progettisti:
“L’architettura deve affrontare la doppia sfida della resilienza ambientale e della sostenibilità. L’ingegnosa soluzione può essere impiegata negli spazi pubblici e nei luoghi in cui le persone devono vivere e lavorare all’aperto in condizioni di calore estremo. Il padiglione utilizza metodi tradizionali di raffreddamento passivo tipici della regione, che richiamano le torri del vento e i cortili ombreggiati.”
Regno del Bahrain
Canicola
Commissario: Shaikh Khalifa bin Ahmed bin Abdullah Al Khalifa, President Bahrain Authority for Culture and Antiquities
Curatore: Andrea Faraguna
Espositori: Andrea Faraguna, Wafa Al Ghatam, Eman Ali, Alexander Puzrin, Mario Monotti
Sede: Arsenale
L’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrain è lieta di annunciare l’apertura di Canicola, la Partecipazione Nazionale del Regno del Bahrain alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia.
Il padiglione è commissionato da Sua Eccellenza Shaikh Khalifa Bin Ahmed Al Khalifa, Presidente dell’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrain, e curato dall’architetto Andrea Faraguna. Situato nella storica sezione delle Artiglierie dell’Arsenale, il padiglione presenta una proposta architettonica alla crescente sfida dell’aumento delle temperature globali, attraverso un’installazione di raffrescamento passivo all’aperto progettata per spazi pubblici.
Con l’intensificarsi delle ondate di calore, il bisogno di un’architettura capace di affrontare la resilienza ambientale e la sostenibilità sociale è più urgente che mai. Essendo uno dei paesi maggiormente esposti al calore estremo, il padiglione esplora il potenziale delle strutture di ombreggiamento e raffrescamento passivo in Bahrain, nel tentativo di mitigare gli effetti del caldo nei luoghi pubblici. Vengono proposte soluzioni adattabili per migliorare il comfort termico negli ambienti urbani sempre più messi alla prova dalle alte temperature.
Il concept presentato a Venezia trae ispirazione dalle tecniche di raffrescamento tradizionali del Bahrain, reinterpretate in chiave contemporanea, integrando un pozzo geotermico e un camino solare. Un asse termo-igrometrico connette le condizioni sotterranee con l’aria esterna, formando uno spazio elementare compresso definito da un pavimento modulare e da un soffitto sospeso. Questa struttura accoglie i visitatori incorniciando allo stesso tempo scorci del contesto circostante.
Nello spazio espositivo delle Artiglierie dell’Arsenale, dove non è possibile realizzare uno scavo per un pozzo geotermico, il sistema si affida a una ventilazione meccanica, che aspira l’aria da una finestra affacciata sul canale e la canalizza attraverso una rete di condotti e ugelli, creando un microclima controllato.
Il progetto architettonico del padiglione è definito da un pavimento e da un soffitto a sbalzo di identiche dimensioni, sostenuti da un’unica colonna centrale. Concepito come unità modulare, è pensato per un’implementazione scalabile in vari contesti urbani. L’ingegneria strutturale è a cura di Mario Monotti, mentre l’aspetto termomeccanico è sviluppato da Alexander Puzrin. Insieme, contribuiscono a un sistema innovativo che reinterpreta i metodi tradizionali di controllo climatico negli spazi pubblici contemporanei.
Le conclusioni del progetto rivestono particolare importanza per gli spazi di lavoro all’aperto e i cantieri nella regione del Golfo, dove le temperature estreme pongono sfide sia tecniche che sociali. Il padiglione propone strutture modulari e scalabili che offrono aree ombreggiate e termicamente regolate per il riposo, dimostrando come il design innovativo possa migliorare il comfort e la sostenibilità in ambienti difficili. Il cantiere diventa un punto di convergenza tra clima, architettura ed equità sociale. Questo tema è evocato a Venezia attraverso un paesaggio astratto di terra e sacchi di sabbia, che rafforza il legame tra ambiente costruito e il lavoro che lo rende possibile.
A supporto dell’esposizione, una pubblicazione accompagna il padiglione offrendo analisi numeriche e riflessioni qualitative. Include saggi di esperti sulle ondate di calore, ricerche tecniche, sondaggi e un’esplorazione delle pratiche storiche e delle evidenze, estendendo l’impatto del progetto oltre l’installazione fisica.


