Mediterranews

Arbus, Monumenti aperti sabato 17 e domenica 18 maggio 2025 . Guspini, sabato 17

Protagonista del terzo weekend di Monumenti Aperti sarà Arbus, gemellato anche quest’anno con Guspini, insieme ad altri 12 Comuni fra cui Cagliari, da cui tutto cominciò, e Cerreto Sannita (prov. di Benevento), Chieti e Perugia.
Per l’occasione sarà possibile visitare 14 monumenti e partecipare a un tour nel paese fra i più estesi della Sardegna, come sempre grazie alla collaborazione di scolaresche e associazioni locali.
Arbus fa parte inoltre dei Sentieri nuragici, un affascinante viaggio alla scoperta dei tesori della millenaria civiltà nuragica della nostra isola che segna la partnership tra Imago Mundi e l’associazione La Sardegna verso l’Unesco. L’iniziativa si sviluppa attraverso un ricco calendario di visite guidate in 30 siti nuragici dell’Isola.
Apre anche quest’anno la Casa Museo del Coltello Sardo, ideata e realizzata dal noto coltellinaio
Paolo Pusceddu, che acquisisce l’arte di trattare i metalli fin da bambino sotto la guida del padre Mario, maestro fabbro ferraio. Nel marchio “L’Arburesa” c’è l’intento di far rivivere le lame a “foggia antica” tipiche della zona.
Al Gruppo Archeologico Cugui sono affidate le visite al Montegranatico, in piazza Immacolata. Le prime notizie sulla sua presenza risalgono al 1763. Su due livelli, ha muratura in granito con all’interno degli archi acuti che delimitano gli ambienti mentre i soffitti sono in legno a vista, con travi di castagno.
Per l’occasione sarà possibile ammirare la mostra Tracce e frammenti di storia dal fine del settecento ai giorni nostri raccontati da quotidiani, settimanali, riviste e fumetti, che illustra e racconta l’evoluzione delle testate giornalistiche come periodici, rotocalchi e riviste, ed evidenzia i fatti curiosi e satirici nonché storici e culturali che hanno segnato e condizionato negli ultimi tre secoli la nostra vita.
A Ingurtosu, invece, visita al monumentale Palazzo della Direzione, progettato e costruito dall’ingegnere J.G. Bornemann. I lavori vennero conclusi dall’ingegnere Viktor Bornemann, direttore della miniera dal 1884 al 1894. L’edificio richiama la tradizione costruttiva nordeuropea, in particolar modo il castello di Wartburg, dell’XI secolo, sito ad Eisenach in Germania. Nella stessa località mineraria il Pozzo Gal, sito che deve il suo nome al cognome di un dirigente della Penarroya, che intorno agli anni ‘20 gestiva le miniere tramite la Società Pertusola. La sua
messa in funzione era finalizzata alla coltivazione in sotterraneo del filone Brassey, scoperto durante la sua presidenza nella società Gennamari e Ingurtosu da Lord Thomas Allnutt Brassey.
Torna dopo l’esordio nel 2024 la Laveria di Naracauli, chiamata anche laveria Brassey dal nome del proprietario della Miniera, l’inglese Lord Thomas Allnutt Brassey. Entrò in funzione nei primi mesi del 1900 e fu destinata specialmente al trattamento dei materiali blendosi (la blenda è il minerale dal quale si estrae industrialmente lo zinco e come sottoprodotto anche cadmio, gallio e indio). La bella e imponente struttura, dai pregevoli particolari architettonici e dallo stile ricercato, rimase attiva, a fasi alterne, sino alla chiusura avvenuta alla fine degli anni '60 del secolo scorso. È possibile solamente la visita esterna.
A 500 metri dal km 82 della Strada Statale 126, su un colle di 400 metri, si trova il Nuraghe Cugui che, appoggiandosi a sud su uno strapiombo naturale di notevole altezza e circondato da suggestive distese boschive, domina un paesaggio aereo a 360 gradi nel quale spicca il centro abitato di Arbus. Alle falde del colle è presente una fonte di acqua sorgiva perenne denominata “sa Mitza e Canau”. Nel sito furono trovate tracce insediative di età prenuragica con resti culturali pertinenti alle culture di S. Ciriaco (3400-3200 a.C.), S. Michele di Ozieri (3200-2850 a.C.) e Monte Claro (2400-2100 a.C.).
Nel centro storico (via Giardini 1, sabato dalle 17 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20)  è possibile visitare il Museo Antonio Corda – Arti e Mestieri Antichi della Sardegna: qui sono accolti reperti di oltre cinquanta mestieri antichi della Sardegna, offrendo al visitatore un’ampia panoramica di attrezzi e produzioni che raccontano un patrimonio secolare di conoscenze e tecniche di lavorazione dei materiali, fondamentali per la nostra cultura e la nostra identità. In località Torre dei Corsari si trova la Torre di Flumentorgiu: costruita dagli spagnoli verso la fine del XVI secolo per controllare le incursioni marittime dei pirati saraceni, venne catalogata come torre de armas in grado di far fronte a qualunque tipo di fuoco navale. Attiva militarmente fino
al 1867, contava su di una guarnigione composta da un Alcalde (il comandante), un artigliere e, in base al periodo, tre o più soldati. È possibile solamente la visita esterna.
In località Porto Palma si trova, invece, la Tonnara di Flumentorgiu. Denominata anche Flumentorgiu o meglio conosciuta sin dai tempi passati come “Tunaria”, era approdo e ormeggio per natanti, imbarcazioni e navi, e luogo ideale per la pratica della pesca nella tonnara sin dal 1600. Lo storico borgo era abitato dai pescatori dediti, oltre che alla pesca, anche alla lavorazione del tonno, attività a cui deve il suo nome questo incantevole luogo. Torna dopo l’esordio nel 2024 anche Il Museo dei Minerali e Diorami, nell’ex foresteria della miniera Montevecchio. Presenta una ricca collezione di minerali che in buona parte derivano direttamente dalla miniera di Montevecchio. Alcuni minerali sono stati estratti, invece, in altre miniere della Sardegna o provengono da altre parti d’Italia e dall’estero. La splendida collezione
Dellacà presenta i Diorami che riproducono la vita mineraria in diverse epoche.
Nel paese minerario non può mancare la Chiesa di Santa Barbara, all’interno del villaggio di Ingurtosu. Fu voluta e in parte finanziata da Lord Brassey, proprietario delle miniere, con l’obiettivo di creare un ambiente sociale e morale più vivibile per i minatori. All’esterno è particolarmente suggestiva la Via Crucis, realizzata nel 1956 per volere degli abitanti di Ingurtosu, che parte dalla chiesa e si snoda lungo un sentiero immerso nella folta e caratteristica vegetazione mediterranea, fino a un complesso roccioso naturale sul quale sono state erette le tre croci del Calvario. È possibile solamente la visita esterna.
Visitabile anche la Chiesa di San Sebastiano, al centro del paese. Le prime notizie sulla sua edificazione risalgono alla fine del XVI secolo (tuttavia il luogo di culto ha origini più antiche).
L’aspetto odierno della facciata si deve agli interventi di restauro di fine ‘800. All’interno, il presbiterio è custodito da una balaustrata realizzata da Battista Spazzi intorno al 1770.
Altra chiesa visitabile, questa volta campestre, è quella intitolata a Nostra Signora d’Itria, che venne sicuramente edificata nel 1666. In questa data risulta, dal registro dei defunti, il decesso di un eremitano della chiesa di Nostra Signora d’Itria. Si può ragionevolmente supporre che esistesse ancora prima di questa data, poiché nel 1636 fu costruita la cappella nella parrocchia.
Infine, la Chiesa della Madonna Beata Vergine del Rosario, nota come Chiesa di Belvedere, nel rione di Conca ‘e Malu. Fu costruita negli anni ’60 del Novecento e grazie alla sua posizione domina la parte più alta del paese. Per tanti anni la chiesa è rimasta chiusa fino alla recente ristrutturazione della cupoletta, delle torri campanare, dei pavimenti e dell’interno, grazie all’aiuto di don Gianni Biancu.
L’itinerario invece, dal titolo Sulle orme dei minatori – escursione da Ingurtosu a Naracauli, parte da piazza Cantina a Ingurtosu il sabato e la domenica alle ore 16 (senza prenotazione; lunghezza a/r circa 5 km) e propone un tuffo nel cuore della Sardegna mineraria. Percorrendo questi antichi tracciati, sarà possibile tornare indietro di oltre un secolo, per vivere la storia di un’epoca che ha segnato profondamente il territorio arburese.
ARBUS – INFORMAZIONI PRATICHE
I monumenti saranno visitabili, gratuitamente, sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle
10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30.
Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode. Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose. È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti.
In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.

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