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Cusano Milanino per la giornata contro l’omofobia e la transfobia il libro: Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli

Sala Consiglio al Comune di Cusano Milanino: imminente una presenza davvero diversa sia da quella tradizionale politica e sia dai diversi eventi culturali che a volte ospita: l’Amministrazione Comunale quest’anno ha deciso di ricordare la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (indetta per il 17 maggio di ogni anno con la risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile 2007), ospitando "Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli il libro di Marco Termenana.
Il volume, infatti, viene dibattuto in presenza dell’autore, mercoledì 21 h. 21, in Municipio presso la Sala
Consigliare “Walter Tobagi”, in piazza Martiri di Tienanmen, 1.
Per informazioni: Servizio cultura, sport e tempo libero – e-mail: culturasport@comune.cusano-
milanno.mi.it – tel. 0261903327.
Dopo i saluti del Sindaco Carla Maria Pessina, introducono Francesca Agosti, Assessore Sostegno Sociale e
Politiche Giovanili e Lidia Arduino Assessore alla Cultura.
Modera il giornalista Fabio Benati, ormai storica spalla dell’autore nelle sue serate lombarde.
L’evento è sponsorizzato dalla Willchip International s.r.l. di Milano.
Accesso libero fino ad esaurimento posti.
Marco Termenana con lo pseudonimo di El Grinta, sullo stesso argomento, ha già pubblicato  Giuseppe.
I romanzi sono ispirati al suicidio di Giuseppe, il primo dei tre figli, quando in una notte di marzo 2014 apre
la finestra della sua camera, all’ottavo piano di un palazzo a Milano, e si lancia nel vuoto.
Con lucidità impressionante e senza mai cadere nella retorica, la storia racconta il (mal) vivere di chi si è
sentito sin dall’adolescenza intrappolato nel proprio corpo: la storia di Giuseppe è infatti anche la storia di
Noemi, alter ego femminile.
Tragedia non solo di mancata transessualità ma anche di mortale isolamento, al secolo hikikomori.
Ricordiamo che hikikomori è un termine giapponese e letteralmente significa “stare in disparte”: in
sostanza, si tratta di una malattia mentale consistente nella scelta di rifuggire dalla vita sociale e familiare. 22
Francesca Agosti spiega le ragioni di questa iniziativa:
“Il libro mi è stato segnalato da uno dei nostri concittadini, ho contattato l’autore e, con entusiasmo e
coinvolgimento, ho voluto questo evento: credo che sia opportuno dibattere tra di noi i temi trattati. È l’occasione per ricordare i tanti Giuseppe presenti anche nel nostro Comune ed aiutare loro e le loro famiglie nella necessaria riflessione. Ciò, ovviamente, al di là dell’opportunità che abbiamo voluto creare per onorarne il ricordo e tenerne viva la memoria del vero Giuseppe, il figlio dell’autore.”
Lidia Arduino aggiunge:
“Sono onorata di poter presentare questo libro che mi consente di ampliare i confini dell’offerta del mio
assessorato verso territori inesplorati, nella direzione del superamento di ogni pregiudizio e discriminazione. Cultura è per me anche questo: coinvolgimento empatico per superare barriere.”
Questo, infine, il pensiero di Marco Termenana:
“Non è la prima volta che i Comuni, soprattutto in Lombardia, mi invitano ad esporre di persona la storia e
quindi la memoria di Giuseppe viene colta per aiutare a far riflettere. Credo che, dopo anni che giro per
l’Italia, la mia idea fissa si conosca: laaa mia disperazione viene spesso scambiata per coraggio, ma ho scritto
solo per ritrovare mio figlio perché il dolore era (ed è) atroce e non si sopravvive senza un adeguato meccanismo compensativo, che ho trovato nella scrittura. Certo, se con la mia testimonianza posso portare
valore aggiunto, sono contento e così avrò, di fatto, dato anche senso a questa stupida ed inutile morte”.

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