Aiutateci a salvare mio figlio

Vi chiedo di leggere questa storia, ci vorrà un minuto, poi se potete dateci una mano….grazie Umberto, fin dall’adolescenza, ha intrapreso un percorso difficile, frequentando ambienti tossici, esperienze che hanno lasciato un segno sulla sua salute mentale. Nonostante ciò, Umberto è sempre stato un giovane geniale, un artista introverso ma prolifico: ha scritto e cantato musica rap, ha pubblicato libri, e si è cimentato in svariati lavori, dal copywriter SEO all’agente immobiliare, fino al restauro di mobili. In ogni campo ha dimostrato capacità eccellenti, ma con la tendenza ad abbandonare tutto una volta raggiunta la vetta, per pigrizia o per la ricerca di
nuove avventure.
La sua vita ha preso una piega ancora più dolorosa con la nascita di suo figlio, avuto da un incontro occasionale. Hanno tentato di convivere, ma la relazione non ha funzionato. A causa di incomprensioni e, con la scusa della pandemia di Covid, lei ha impedito a Umberto di vedere il figlio. La frustrazione e la disperazione hanno spinto Umberto a inviare e-mail minatorie a un indirizzo che, a suo dire, lei neanche leggeva. Queste e-mail sono state utilizzate per intentare due cause penali, che hanno portato a un anno e mezzo di braccialetto elettronico, una
condanna in appello di un anno con condizionale, e una causa civile persa per l’affidamento del figlio. Da quattro anni Umberto non vede suo figlio, e a noi nonni paterni è negato ogni contatto. Questa situazione ci ha gettato in una profonda crisi finanziaria, con debiti ad oggi di circa 10000 euro verso parenti banche e avvocati.
Parallelamente, Umberto ha iniziato a manifestare gravi disturbi psicotici. Ha frequentato il Centro di Salute Mentale di Roma Laurentina, ma senza convinzione, con la presunzione di potercela fare da solo. Le cure sono state interrotte prematuramente e seguite a fasi alterne. Dobbiamo purtroppo sottolineare anche un atteggiamento poco professionale da parte delle istituzioni sanitarie locali, con scarsa motivazione, carenza di personale e strutture inadeguate.
La sua psicosi è infine sfociata in una schizofrenia conclamata. A maggio 2024, ha subito un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) che lo ha tenuto in ospedale psichiatrico per quindici giorni. Ne è uscito in condizioni peggiori, in uno stato confusionale e con gravi reazioni avverse ad alcuni farmaci, anche a causa dell’assenza dei medici preposti al controllo. Questo lo ha portato a interrompere nuovamente le cure. Per un breve periodo sembrava stesse meglio, con buoni propositi, cercando lavoro e facendo un viaggio ad Amsterdam.
Ma la tregua è stata breve. La notte del 10 luglio 2025, dopo una settimana in stato confusionale ma apparentemente controllabile, senza alcun segnale di preavviso, Umberto è esploso in una potente crisi psicotica. Erano le 23:00, stavamo dormendo, quando ha iniziato a urlare contro il demonio, con gli occhi fuori dalle orbite e un’aria omicida. Si è avventato contro
di noi, suo padre e sua madre. Siamo entrambi rimasti feriti. Abbiamo sfiorato la tragedia; se non fossi stato presente e non avessi trovato la forza di fermarlo, avrebbe potuto uccidere mia moglie, mia figlia Michela (già minacciata più volte) e anche me.
QUESTI SONO I FATTI MA C’E’ UN DUBBIO IN TUTO QUESTO….
Il trattamento di chi soffre di schizofrenia, viene effettuato nella maggior parte dei casi con 3 farmaci: Depakin, Haldool, e Latuda, Quando mio figlio prende questi farmaci è vero, non ha sintomi di allucinazione e delirio, ma soffriva di effetti avversi tremori palpitazioni, frenesia, non riusciva a stare fermo, tanto è che lui, che già era ostile alla cura, decise di troncare, e in quel periodo successivo, gli effetti avversi sparirono, e lui passò un periodo di relativa calma, fino all’insorgere di sintomi di confusione, allucinazioni, ma in forma lieve e controllabili, ora una cosa che dovete sapere e che Mio figlio non ha mai mostrato in passato atteggiamenti di aggressione fisica, semmai verbale, anche se pesante….ma non ho mai pensato che lui si sarebbe spinto oltre la linea rossa.. ora perché dico questo? nei giorni precedenti al grave episodio di aggressione, mi ripeto, Umberto dava segni di squilibrio ma pacifici, e non stava prendendo farmaci, lo abbiamo portato da uno Psichiatra, che gli ha prescritto Depakin, e dopo un paio di ore è scoppiata la tragedia…Io non sono un medico e osservo un fatto, se qualcuno
ne conosce uno Serio, per un consulto riguardo questo argomento….grazie
QUESTO QUELLO CHE SI TROVA SUL WEB RIGUARDO DEPAKIN:
Sì, il farmaco Depakin (acido valproico) può, tra i suoi effetti avversi, provocare alterazioni dello stato mentale e comportamentali che potrebbero compromettere il controllo delle proprie azioni.
Tra gli effetti collaterali psichiatrici e neurologici segnalati per il Depakin ci sono:
* Confusione, irritabilità, iperattività, aggressività e disturbi comportamentali, soprattutto
all’inizio del trattamento.
* Agitazione, alterazioni dell’attenzione.
* Stato eccessivo di sonno (letargia) o sonnolenza.
* Alterazioni della coscienza, che possono variare da una leggera ottundimento a una vera e
propria perdita di coscienza (come nelle assenze, un tipo di crisi epilettica che il farmaco
dovrebbe controllare ma che in alcuni casi può peggiorare).
* Problemi di memoria, di linguaggio e di comprensione.
* In casi rari, possono verificarsi allucinazioni o delirio.
È importante notare che questi effetti possono variare da persona a persona e dipendono anche
dalla dose. In alcuni casi, possono essere legati a un aumento dei livelli di ammoniaca nel
sangue (iperammoniemia) o a un danno epatico, condizioni che richiedono un’immediata
valutazione medica.
Se una persona che assume Depakin manifesta uno stato alterato della coscienza,
comportamenti insoliti o una perdita di controllo delle proprie azioni, è fondamentale rivolgersi
immediatamente al medico curante o al pronto soccorso. Il medico valuterà la situazione e
deciderà se è necessario aggiustare la dose, sospendere il farmaco o cercare altre cause per i
sintomi.
MA NON E’ TUTTO:
Un ulteriore, grave ostacolo burocratico. La richiesta di una pensione di invalidità per Umberto è ostacolata da una legge regionale che ha negato la sua richiesta di residenza, impedendogli anche di usufruire del gratuito patrocinio legale. Oggi, questa stessa negazione di residenza gli impedisce di accedere agilmente alle strutture sanitarie di Roma, in quanto risulta ufficialmente residente a Taranto e iscritto alla ASL di Taranto, creando un’ulteriore barriera alla necessaria e tempestiva assistenza medica.
AIUTATECI A SALVARE MIO FIGLIO!!
Domani devo andare dal mio avvocato in quanto ho già resentato una prima denuncia per sollecitare l’intervento tempestivo delle autorita sanitarie per collocare mio figlio iu una struttura idonea che lo possa curare, e gli chiederò di intimare la ASL RM2 a effettuare una indagine accurata su mio figlio per determinare se effettivamente ci sia una corrispondenza tra l’evento e l’assunzione di Depakin, ma per intentare cause mi serve il vs aiuto, io ho gia debiti per circa 10000 euro con parenti banche ed avvocati, e devo avviare diverse azioni legali che mi costeranno ritengo altri 2/3000 euro (domani ne saprò di più)
Per l’amor di DIO aiutatemi a salvare mio figlio!
Chi può e chi pensa che sia una cosa che non riguarda solo me, anche pochi spiccioli,
aiutatemi…intestatario: PANELLA ANDREA C/O LEZZA
Banca: BANCO BPM
IBAN: IT93W0503401795000000037649
BIC/SWIFT: BAPPIT21L73.
Terrò traccia delle spese, e vi darò conto….GRAZIE INFINTE!
Andrea Rosaria e Michela


