Giuseppe Brugnano: “le parole di Padre Rocco un richiamo etico e civile: è tempo di responsabilità colletiva”

“Le parole pronunciate da Padre Rocco Predoti durante l’omelia della Messa di domenica sera nella Parrocchia del Sacro Cuore, nel quartiere Lido di Catanzaro, rappresentano un potente richiamo alla coscienza collettiva e non possono rimanere inascoltate.”
Così interviene Giuseppe Brugnano, Segretario Nazionale del Sindacato Fsp Polizia di Stato, all’indomani dell’accorato appello del sacerdote, che ha denunciato con forza il crescente disagio giovanile e il degrado sociale che si manifesta – ormai con drammatica evidenza – soprattutto nelle ore notturne sul lungomare catanzarese.
“Quando Padre Rocco si è rivolto ai presenti domandando: ‘Cosa fareste se vedeste vostro figlio cadere in un pozzo?’, e qualcuno ha risposto: ‘Ci butteremmo per salvarlo’, ha replicato con la crudezza che solo la verità sa esprimere: ‘E allora perché tutti si girano dall’altra parte davanti a ciò che accade la notte sul lungomare?’. È una riflessione profonda, che interpella ciascuno di noi, sia come cittadini che come rappresentanti delle istituzioni.”
“Le segnalazioni – purtroppo sempre più frequenti – di minori in evidente stato di alterazione, spesso abbandonati a loro stessi, e la presenza costante di gruppi che occupano il territorio ignorando sistematicamente ogni regola di civile convivenza, sono realtà con cui le Forze di Polizia si confrontano quotidianamente. E lo fanno, è bene ribadirlo, con straordinario impegno ma in totale solitudine.”
“È ora necessaria una presa di coscienza politica seria e concreta. Il silenzio e l’inerzia non sono più tollerabili. Il Consiglio Comunale di Catanzaro, in tutte le sue articolazioni, deve tornare a esercitare il proprio ruolo di indirizzo, vigilanza e proposta. Tacere per paura o convenienza è un grave errore: affrontare il disagio sociale e giovanile è oggi una priorità morale e istituzionale.”
“Chiedo formalmente al Sindaco Nicola Fiorita – prosegue Brugnano – di farsi promotore di un confronto pubblico sul tema, coinvolgendo famiglie, istituti scolastici, parrocchie, associazioni, presìdi di legalità e Forze dell’Ordine. È urgente costruire una rete territoriale coesa, capace di affrontare in modo strutturale una realtà complessa e ormai fuori controllo.”
“L’alternativa – conclude Brugnano – è la rassegnazione. Una scelta che non possiamo permetterci. È il momento di un impegno collettivo, per costruire una vera sicurezza partecipata, fondata su legalità, educazione e responsabilità condivisa. Non c’è sicurezza senza educazione, e non c’è futuro senza una comunità che sappia proteggere e guidare i propri giovani. Lo dobbiamo ai nostri figli, al nostro territorio e alla dignità della nostra città.”


