Sassari, l’Università inaugura il 464° anno accademico

Si è celebrata questa mattina, nella solenne cornice del Teatro Verdi, l’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università degli Studi di Sassari. Un appuntamento storico che ha visto la partecipazione del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme, Raffaele Fitto, ospite d’onore della cerimonia.
La mattinata si è aperta con l’ingresso del corteo accademico sulle note del “Gaudeamus igitur”, eseguito dal Coro dell’Ateneo. Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha rivolto i saluti istituzionali alla platea, sottolineando il ruolo cruciale dell’Università nel tessuto socio-economico dell’isola.
La Relazione del Rettore: visione e risultati.
Il Magnifico Rettore, Gavino Mariotti, ha aperto la cerimonia tracciando un bilancio di crescita straordinaria.
“L’inaugurazione dell’Anno Accademico rappresenta un momento intensissimo di dialogo fra l’Università e l’intero territorio,” ha dichiarato il Rettore. “Fin dall’inizio del mio mandato ho scelto una direzione chiara: operare in sinergia per rendere più competitivo il nostro territorio, facendo perno sulla ricerca scientifica e sul trasferimento delle conoscenze. La comunità accademica ha svolto un lavoro incessante di cerniera tra il mondo universitario, il sistema delle imprese e la cittadinanza.”
Mariotti ha poi rivolto un messaggio diretto agli studenti, definendoli la linfa vitale dell’istituzione:
“Siete voi la ragione ultima del nostro impegno e la forza vitale che anima la vita universitaria. A voi chiediamo di essere critici, curiosi e coraggiosi. Nel suo celebre discorso agli studenti Piero Calamandrei disse che l’Università non è un luogo dove si impara a memoria, ma dove si impara a ragionare e a discutere, perché la democrazia è fatta di persone che pensano.”
Un Ateneo in crescita: numeri, innovazione e infrastrutture
Il bilancio presentato dal Rettore descrive un’istituzione in salute e in forte espansione, come confermato dai dati e dai traguardi raggiunti:
· Immatricolazioni record: Grazie all’introduzione del “semestre libero” per le aree medica e veterinaria, i nuovi ingressi sono saliti a 4.301, portando il totale degli iscritti a quota 12.199.
· Edilizia e Qualità delle strutture: UNISS si conferma tra i primi cinque atenei medi in Italia nella classifica Censis, raggiungendo il primo posto nazionale per la qualità delle strutture. Questo primato è supportato da un piano di investimenti da circa 70 milioni di euro destinati all’ammodernamento delle sedi (Polo Umanistico, Veterinaria, Agraria), al nuovo lotto di Piandanna e all’avanguardistico Centro di Simulazione Medica.
· Ricerca e Innovazione Strategica: L’Ateneo coordina l’ecosistema e.INS (Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia), un progetto da oltre 130 milioni di euro volto a rilanciare la Sardegna attraverso la medicina preventiva, il turismo e l’innovazione sostenibile. A questo si aggiunge l’avvio strategico del nuovo Dipartimento di Ingegneria.
· Internazionalizzazione e Inclusione: L’Università si conferma una finestra sul mondo con 725 mobilità in uscita e l’adesione all’alleanza europea EUNICoast. Grande rilievo è stato dato alla responsabilità sociale, con i corridoi universitari per 20 studenti palestinesi e le borse di studio del progetto SARDEGNA FORMED per studenti provenienti da contesti svantaggiati.
La voce degli studenti: oltre il merito, l’umanità
Particolarmente toccante l’intervento di Nicoletta Pinna, Rappresentante dei Dottorandi e degli Specializzandi, che ha richiamato l’attenzione sulla solitudine e il disagio che talvolta colpiscono il mondo universitario.
“L’Università deve essere uno spazio di relazioni, non solo di prestazioni,” ha affermato Pinna. “Il rischio è rincorrere una conoscenza fine a se stessa senza l’indispensabile: un significato, una direzione. L’eccellenza non deve escludere la fragilità.” Pinna ha lodato il potenziamento dei servizi di supporto psicologico (progetto PRISMA) e l’iniziativa di accogliere 15 studenti palestinesi, sottolineando come l’Ateneo debba continuare a essere “una comunità educativa a misura di tutti”.
Il ruolo del Personale e la sfida della Qualità
Antonio Francesco Piana, Responsabile dell’Ufficio Ricerca e Qualità, intervenuto per il Personale Tecnico-Amministrativo e Bibliotecario (PTAB), ha evidenziato come l’Ateneo sia pronto per le sfide della rendicontazione PNRR e della visita di accreditamento ANVUR. “Non siamo più chiamati solo ad applicare regole, ma a essere partner attivi dei ricercatori,” ha spiegato Piana, ricordando come gli investimenti sul welfare aziendale siano fondamentali per garantire la solidità della “macchina” accademica.
Gli interventi istituzionali e l’ospite d’onore
Nel suo saluto istituzionale la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha ribadito la centralità dell’Ateneo turritano per il sistema Sardegna, dichiarando che:
“L’Università non è solo un luogo di trasmissione del sapere, ma uno spazio politico nel senso più alto del termine, in cui si formano coscienze libere e responsabili. Lo dimostra la storia di questo Ateneo, che ha formato Presidenti della Repubblica come Antonio Segni e Francesco Cossiga, personalità autorevoli come Enrico Berlinguer, Adelasia Cocco, prima donna medico condotto d’Italia, protagonisti di stagioni diverse della vita democratica del Paese, accomunati dal rigore dello studio e dall’autonomia del pensiero. Per questi motivi la Regione Sardegna considera l’Università un asse strategico delle proprie politiche pubbliche: investire in diritto allo studio, ricerca e accesso alla formazione significa rimuovere le disuguaglianze, trattenere i talenti e dare piena attuazione ai principi costituzionali di libertà e uguaglianza. È una scelta politica chiara, che guarda allo sviluppo dell’Isola e al futuro delle nuove generazioni”.
L’intervento del Vicepresidente Fitto
Nel suo atteso discorso, il Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto ha analizzato le dinamiche europee legate alla coesione e allo sviluppo regionale. Ecco un estratto del suo intervento:
““Ho accettato questo invito perché l’Europa ha bisogno di ascoltare i territori: senza una sintesi tra le grandi sfide comuni e le specificità locali non c’è una prospettiva credibile. Il luogo naturale per costruire questa sintesi tra sfide europee e specificità territoriali è l’università: qui il radicamento con il territorio diventa un contributo fondamentale anche a livello europeo. Dobbiamo rafforzare il mercato unico con più semplificazione e capacità di adattamento, per rispondere a bisogni reali e urgenti. E, proprio in questo semestre, sotto la presidenza cipriota, stiamo lavorando per presentare per la prima volta una strategia europea dedicata alle isole, che riconosca le specificità dell’insularità e orienti meglio politiche e risorse. Perché l’obiettivo, alla fine, è uno: ‘Dare una risposta al diritto di rimanere.”
Cultura e Tradizione
La cerimonia è stata impreziosita dalle esibizioni di Maria Giovanna Cherchi, accompagnata da Manuel Rossi Cabizza, dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira” e del Coro dell’Università di Sassari diretto da Irene Dore, prima della vivace allocuzione della Pontefice Massima dell’Associazione Goliardica Turritana, Anda I Maxima Aurea.
Al termine della mattinata, il Magnifico Rettore ha proclamato ufficialmente l’apertura dell’anno accademico 2025-2026, il 464° dalla fondazione, avviando un nuovo capitolo per la comunità accademica turritana.




