Cagliari, 50 anni del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano

Dal silenzio del mondo sotterraneo plasmato in milioni di anni da acqua, vento e civiltà antiche, gli esploratori e le esploratrici del buio del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano tornano in superficie per celebrare 50 anni di attività che hanno dato lustro alla speleologia sarda e nazionale scrivendone pagine davvero importanti, e per far conoscere alla comunità questo straordinario universo parallelo, di rara bellezza. Cavità artificiali che si snodano sotto la città e raccontano la sua storia, ambienti carsici del sottosuolo, dove la roccia è viva, respira, e l’acqua scolpisce il tempo, ecosistemi unici in profondità di silenzi e meraviglia che si insinuano tra gole profonde e passaggi tortuosi e rivelano maestose cattedrali naturali di splendide concrezioni calcaree, rocce multicolori e ambienti di cristalli, quasi fatati. È il prezioso patrimonio ipogeo della Sardegna di straordinaria importanza culturale: un mondo fantastico nelle viscere della terra, ancora estraneo ai più, che viene portato alla luce grazie al lavoro pionieristico, faticoso e spesso rischioso degli speleologi e delle speleologhe, gli ultimi esploratori e le ultime esploratrici della Terra.
Con il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano”, l’associazione G.S.A.G.S. di Cagliari festeggia l’importante traguardo di cinque decenni di attività speleologica con una serie di eventi aperti al pubblico che si terranno a Cagliari nel corso dell’anno. Il via con le prime tre iniziative patrocinate dalla Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, dal 29 marzo alla fine di maggio: l’apertura straordinaria di tre siti ipogei artificiali del sottosuolo cagliaritano dal grande valore storico, archeologico e culturale; la mostra fotografica che raccoglie le immagini spettacolari di alcuni dei momenti più significativi nei cinquant’anni di attività del gruppo; il convegno, momento di confronto e riflessione sulle trasformazioni della speleologia in Sardegna e sulle prospettive future. “Il progetto del cinquantennale nasce dalla voglia di raccontare la nostra storia fatta di corde, fatica e meraviglia, trasmettere la cultura della speleologia ai giovani e a chi non conosce questa affascinante disciplina e sensibilizzare la comunità sull’importanza della tutela e della sostenibilità di questi ambienti sotterranei così fragili e straordinari che caratterizzano l’inestimabile eredità nel sottosuolo della città di Cagliari e della Sardegna”, spiega Nicola Sitzia, presidente del G.S.A.G.S.
Un progetto fortemente voluto dal “Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano” che si realizza senza alcun finanziamento pubblico ma solo ed esclusivamente grazie all’impegno e alla partecipazione attiva di un gran numero di socie e soci volontarie/i.
LA VISITA A TRE CAVITà ARTIFICIALI DI CAGLIARI. Il 29 marzo il primo appuntamento vede l’accesso per la prima volta al pubblico (dalle 9 alle 20), della cavità artificiale di S’Avanzada, in via Ubaldo Badas, lungo la salita dei Giardini Pubblici verso la Porta di San Pancrazio, grazie alla collaborazione con i Musei Nazionali di Cagliari. Si tratta della più grande cava sotterranea di estrazione di materiale da costruzione presente a Cagliari, in uso probabilmente dal periodo medievale, con possibili utilizzi anche in periodi precedenti, che ospita gli imponenti muraglioni di sostegno della sovrastante Cittadella dei Musei. Il 18 e 19 aprile, in occasione di Monumenti Aperti, sarà possibile visitare con il gruppo G.S.A.G.S. il Pozzo di San Pancrazio, in Piazza Indipendenza, grazie alla collaborazione con il Comune di Cagliari. Il 24 maggio si potrà visitare con le guide del G.S.A.G.S. (dalle 9 alle 20) il tratto più importante dell’Acquedotto Romano, mai ritrovato nell’area cagliaritana. La cavità verrà aperta in questa occasione grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e Province di Oristano e Sud Sardegna. Rappresenta la più importante opera idrica nella storia della città, realizzata nel II sec. d.C. per portare l’acqua a Cagliari dalla sorgente di Caput Acquas di Villamassargia. Con un condotto di quasi 50 Km, serviva tutte le zone residenziali della Karales romana, dall’attuale Sant’Avendrace sino alla zona della Marina e probabilmente San Saturnino, per servire abitazioni, impianti termali e fontane pubbliche. Il tratto interessato dall’iniziativa è quello che corre lungo il Corso Vittorio Emanuele.
LA MOSTRA FOTOGRAFICA. Accanto alle visite dei siti sotterranei sarà inaugurata il 3 maggio la mostra fotografica “Sentieri nel Buio” che ripercorre i cinquant’anni di attività del G.S.A.G.S. attraverso una serie di immagini professionali spettacolari e video. L’esposizione intende mostrare al pubblico le meraviglie del sottosuolo, il lavoro sul campo degli speleologi e la varietà delle loro attività, dalle esplorazioni in cavità naturali alla speleologia urbana e subacquea, fino alle più recenti tecnologie con il tour virtuale in 3D di alcuni tratti delle cavità cagliaritane. Una esposizione coinvolgente che celebra l’impegno scientifico, culturale, divulgativo e didattico della vita dell’associazione, per avvicinare i cittadini e i giovani al mondo della speleologia. La mostra, con ingresso libero e gratuito, si potrà visitare fino al 29 maggio, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e nel pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00. Per info: info@gsags.it.
IL CONVEGNO. Momento centrale del programma sarà il convegno aperto a tutti, il 30 maggio all’Exma’, dalle 10.00 alle 18.00. Un’occasione importante di confronto e condivisione tra speleologi G.S.A.G.S., Federazione Speleologica Sarda, studiosi, istituzioni e cittadinanza sull’importanza della tutela del patrimonio ipogeo sardo e della città e sulle trasformazioni della speleologia nell’isola e sulle prospettive future. Verranno affrontati diversi temi che spaziano dalle esplorazioni nelle cavità artificiali di Cagliari (Archeol. Cristiana Cilla), ambito in cui il G.S.A.G.S. si muove sin dalle sue origini in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, alla storia e al ruolo della speleologia nello sviluppo economico e turistico di un territorio con l’esempio di Narni sotterranea in Umbria (Roberto Nini), alla speleologia urbana portata avanti dal gruppo “Spano” grazie alla quale dopo un lungo periodo di ricerche e indagini lungo 50 anni è stato portato alla luce l’acquedotto romano che dalla sorgente di Cabudacquas di Villamassargia, lungo le tracce di 40 km di condotte, portava l’acqua nell’antica Calares (Marco Mattana). Ampio spazio sarà dedicato anche al discorso esplorativo nelle cavità naturali con altri interventi a cura degli speleologi e speleologhe del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano: dall’esplorazione carsica a cura dei giovani esploratori Davide Godani e Marco Frau, “quella che più ci appassiona, che segna episodi di felicità e crescita personale lasciandoli impressi dentro di noi e che diventano tappe fondamentali ed indelebili della nostra vita, e che conferisce al mondo della grotta, una delle ultime frontiere del mondo ancora da esplorare e rimasta inviolata dall’uomo, quella sfumatura così misteriosa e seducente”, alla storia della speleologia e della sua evoluzione in Sardegna (Silvia Arrica), non solo come disciplina “sportiva” ma come una scienza a tutti gli effetti che studia le cavità naturali spaziando tra geologia, idrologia, bio-speleologia e i fenomeni fisici del sottosuolo, la speleo-subacquea di ieri e di oggi, vera frontiera della ricerca ipogea a cura di Diego Vacca, vicepresidente G.S.A.G.S. e Davide Godani, il primo archivio digitale (mai realizzato finora) “ORME G.S.A.G.S.” che raccoglie i dati delle grotte scoperte ed esplorate in 50 anni dal gruppo (Francesca Deiana). Il convegno culminerà con la presentazione (Marco Frau e Francesca Deiana), per la prima volta al pubblico, di nuove importanti scoperte nella grotta “La Grande Illusione” nel territorio dell’Iglesiente, una delle esplorazioni più rilevanti degli ultimi vent’anni del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano. Seguiranno anche gli interventi dal mondo accademico.
Il progetto del cinquantennale proseguirà fino alla fine dell’anno con ulteriori attività, tra cui seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari e le scuole, iniziative di divulgazione scientifica e apertura al pubblico della biblioteca del gruppo che con i suoi 5.000 titoli rappresenta oggi una delle principali collezioni documentali speleologiche della Sardegna. Sono previsti inoltre studi sul rilevamento e monitoraggio del dispendio energetico in grotta, a conferma dell’approccio multidisciplinare che caratterizza la speleologia e le attività del G.S.A.G.S.
“Sentieri nel Buio” si configura non solo come una celebrazione storica, ma come un’occasione per rafforzare il dialogo tra ricerca, territorio e comunità, promuovendo una visione della speleologia sempre più partecipata, sostenibile e integrata nel contesto scientifico e culturale della Sardegna.
BREVE BIO DEL G.S.AG.S.
Il Gruppo Speleo Archeologico “Giovanni Spano” APS di Cagliari (G.S.A.G.S.), fondato nel 1976, è una delle realtà speleologiche più attive della Sardegna e conta circa cento soci. Da cinquant’anni è impegnato nello studio, nell’esplorazione e nella tutela e valorizzazione degli ambienti carsici, delle grotte, delle cavità artificiali e del patrimonio sotterraneo e archeologico della città di Cagliari. L’associazione promuove attività di ricerca, rilievo e monitoraggio delle cavità, organizza corsi di speleologia e iniziative divulgative e per la salvaguardia degli ambienti naturali e artificiali. Partecipa inoltre fin dal 1997 alla manifestazione “Monumenti Aperti”, consentendo la visita di siti ipogei urbani di Cagliari, tra cui il medievale Pozzo di San Pancrazio in Piazza Indipendenza.




