
Sabato 26 settembre, il Re del Marocco, Mohammed VI, ha inviato due messaggi al Re Salman Bin Abdulaziz Al Saud, Sovrano del Regno dell’Arabia Saudita, e al Principe Mohammed Bin Salman Bin Abdulaziz Al Saud, Principe Ereditario del Regno dell’Arabia Saudita e Presidente del Consiglio dei Ministri, in seguito ai ripetuti attacchi condotti dalle milizie terroristiche Houthi contro il territorio saudita.
In questi due messaggi, il Re ha affermato: “Fedele ai legami di religione e di storia e alla comunanza di destino, nonché ai saldi vincoli di fratellanza che uniscono personalmente Me a Voi, le nostre due Famiglie e i nostri due popoli fratelli, Mi rivolgo a Voi in questa delicata circostanza che il Vostro caro Paese sta attraversando; una situazione in cui la responsabilità storica, i valori religiosi e le considerazioni strategiche richiedono che siamo tutti uniti per difendere il diritto, la sovranità, la sicurezza e le sacralità della Nazione”.
Il Sovrano esprime inoltre grande inquietudine e preoccupazione di fronte alle ripetute e ignobili aggressioni perpetrate dalle milizie terroristiche Houthi contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita, le quali hanno preso di mira impianti civili ed economici, infrastrutture vitali, nonché città e aree residenziali; ribadendo che ciò che accresce il sentimento di condanna è il fatto che tali attacchi si siano spinti oltre il prendere di mira strutture e civili, arrivando a tentativi disperati, abietti e odiosi contro i luoghi più sacri della Terra e più cari al cuore di ogni musulmano: La Mecca e Medina.
Questi attacchi ignobili e questi tentativi disperati volti a minacciare la sicurezza, la stabilità e il benessere del valoroso popolo saudita non costituiscono soltanto un’aggressione contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita, il suo popolo generoso e i suoi residenti, ma costituiscono anche un’offesa flagrante ai sentimenti di oltre un miliardo e ottocento milioni di musulmani in ogni parte del mondo – ha affermato il Sovrano – aggiungendo che si tratta altresì di una violazione flagrante dei valori e dei principi della Santa religione islamica, la quale promuove la pace, la tolleranza e la sacralità del sangue, dell’onore e di ciò che è sacro.
Il Re Mohammed VI ha quindi espresso al Re Salman Bin Abdulaziz Al Saud e al Principe ereditario Mohammed Bin Salman, a nome proprio e a nome dell’intero popolo marocchino, “la nostra condanna di tali atti criminali, di cui le milizie terroristiche Houthi e coloro che le sostengono, le finanziano e le armano portano l’intera responsabilità, poiché li riteniamo tutti responsabili dinanzi a Dio, alla Storia e al diritto internazionale, e passibili delle sanzioni internazionali che ne devono conseguire”.
“La sicurezza e la stabilità del Regno dell’Arabia Saudita, così come la sicurezza degli altri Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, è inseparabile dalla sicurezza del Regno del Marocco; qualsiasi aggressione contro l’Arabia Saudita costituisce un’aggressione contro il Marocco, poiché consideriamo il sostegno ai nostri fratelli del Regno dell’Arabia Saudita e dei Paesi arabi fratelli del Golfo come un sostegno al diritto e alla legittimità, e la difesa dei loro interessi superiori come una difesa dei nostri comuni interessi strategici”, ha sottolineato il Sovrano.
Ha inoltre ribadito che il Marocco resta sempre al fianco del Regno dell’Arabia Saudita di fronte ai pericoli derivanti dalle azioni di milizie terroristiche e separatiste e delle potenze regionali che le sostengono; tali azioni mirano la sicurezza dei vicini e dell’area regionale, con una visione corta e distruttiva volta a minare la sicurezza dell’intera regione, compromettere la stabilità di cui godono i suoi paesi e minacciare le rotte marittime vitali, che rivestono un’importanza fondamentale sia per l’economia mondiale che per la sicurezza della navigazione marittima internazionale.
Il Sovrano ha proseguito: “Condividendo con voi questa valutazione strategica, ribadiamo che la continuazione di queste aggressioni costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2216 (2015), che impone il ritiro delle milizie, la consegna delle armi e la cessazione delle violenze, e la risoluzione 2722 (2024), che chiede a loro di cessare immediatamente gli attacchi contro la navigazione marittima. Analogamente, prendere di mira zone civili, infrastrutture economiche e luoghi sacri costituisce una palese violazione del diritto internazionale umanitario nonché delle convenzioni e degli usi internazionali, e non può restare impunito.