Il reflusso nelle vene correla con l’espressione di citochine infiammatorie presenti anche nella Sclerosi Multipla
E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Cytokine uno studio intitolato “Il PDGF-BB endoteliale prodotto ex vivo correla con parametri emodinamici rilevanti in pazienti affetti da malattia venosa cronica“.
Alcuni ricercatori dell’Università di Ferrara hanno ottenuto campioni chirurgici di vena dalla rete venosa terziaria e/o dalla vena safena di pazienti (n = 20) affetti da malattia venosa cronica (CVD). Nei segmenti venosi, che successivamente sono stati asportati chirurgicamente, sono stati valutati i seguenti parametri emodinamici mediante ecocolordoppler (ECD): velocità di picco sistolica, velocità finale diastolica, la cui combinazione ha permesso il calcolo dell’indice di resistenza (RI) e del tempo di reflusso (RT). Le colture di cellule endoteliali venose (VEC) altamente purificate derivate dai segmenti venosi di questi pazienti con CVD sono state quindi caratterizzate per il profilo di citochine e chemochine rilasciate nei surnatanti di coltura. Tra le 27 citochine e chemochine esaminate, è stata trovata una correlazione positiva e significativa (R = 0.5, p = 0,03), solo tra il rilascio spontaneo di PDGF-BB da colture VEC e i valori RT dei pazienti da cui le VEC erano state isolate. Inoltre, il rilascio di PDGF-BB nei surnatanti di coltura VEC era significativamente (p < 0.01) aumentato dopo trattamento in vitro con TNF-α ricombinante. Utilizzando inibitori farmacologici, specifici per le principali vie, NF-kB, ERK1/2 e p38 MAPK, attivate dall’esposizione delle cellule endoteliali al TNF-α, è stato scoperto che solo la NF-kB sembrava essere significativamente coinvolta nel mediare l’induzione del PDGF-BB dal TNF-α. Di interesse, il rilascio del PDGF-BB in risposta alla stimolazione infiammatoria in vitro, manteneva una correlazione positiva e significativa con il RT (R = 0.6, p = 0.01), mentre mostrava una correlazione negativa con il RI (R = -0.5, p = 0.03). Sono state discusse le potenziali implicazioni dei risultati per la fisiopatologia della malattia venosa cronica.
Fonte: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S104346661300183X
