Conigli: Anlac, regolamento viola libertà economica. Intervento Antitrust?
Le continue modifiche e gli stravolgimenti apportati al Regolamento della Commissione unica nazionale Cun Conigli, non rispettano né i principi costituzionali di libertà economica, né i principi sanciti dall’ Antitrust attraverso un parere, né le risoluzioni parlamentari, né le previsioni del Piano di settore approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Lo dichiara Saverio De Bonis, presidente Anlac dopo l’ interrogazione presentata dai parlamentari cinque stelle della Camera dei Deputati.
Il rischio che avevamo paventato – aggiunge – di annacquare il regolamento Cun facendo assorbire la stessa dentro i sistemi anticoncorrenziali delle Borse merci locali si stà purtroppo verificando, senza che le autorità preposte ai controlli e alla vigilanza abbiano svolto il proprio ruolo efficacemente. A vincere – sottolinea – purtroppo, sono le forti lobby agroindustriali e non lo stato di diritto.
Il ruolo di vigilanza della Cun – fa notare l’ Anlac – che spetta al Mipaaf, presenta un insopprimibile connotato “funzionale” nella direzione di tutela di un interesse affidato alle cure di un soggetto pubblico; in particolare, la funzione doveva essere quella di tutelare i beni strumentali: le regole del gioco, quali la trasparenza informativa, un processo di formazione dei prezzi alla produzione in senso proconcorrenziale, l’ autonomia e libertà decisionale delle controparti, l’accesso al mercato in condizioni di parità, anche territoriale, a garanzia di un’effettiva libera iniziativa economica nel settore.
Nell’ ultima riunione del Mipaaf – evidenzia – con un ennesimo colpo di accetta alla libertà negoziale, d’ imperio, sono state apportate modifiche che tolgono autonomia e libertà decisionale agli allevatori in caso di disaccordo, introducendo le stesse modalità anticoncorrenziali della borsa merci di Verona.
Gli allevatori commissari ritengono – prosegue l’ associazione – che, essendo la trattativa libera ed autonoma, sia molto più semplice che in caso di disaccordo vi sia la possibilità di effettuale un «Non quotato» piuttosto che affidare le sorti del mercato a soggetti non commissari, come prevede la proposta avallata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Di fronte a queste ripetute violazioni del diritto della concorrenza – conclude l’ Anlac – si rende sempre più necessario l’ intervento dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche per disapplicare le norme regolamentari della Borsa merci di Verona in continuo contrasto con quelle del Regolamento CUN nazionale.