Caso querela Moretti contro Maccari. Archiviata
Aldrovandi, il Tribunale archivia le accuse nate dalla querela della Moretti contro Maccari “perché il fatto non sussiste” anche se lei si era opposta! Lo stesso Pm ha condiviso in pieno la tesi della difesa.
“Finalmente un Giudice ha detto ciò che noi tentiamo di fare da anni, confermando così la correttezza e l’onestà della nostra azione: quando interveniamo in qualsivoglia vicenda lo facciamo perché essa porta con se qualcosa che riguarda potenzialmente tutti noi. Lo facciamo occupandoci dei singoli colleghi coinvolti, ma non con esclusivo riferimento alla vicenda specifica e, meno che mai, ai singoli altri soggetti che vi sono coinvolti. Sono anni che tentiamo disperatamente di far capire che la drammatica vicenda di Ferrara non ci ha spinti ad intervenire riferendoci a Patrizia Moretti o alla sua famiglia, per entrare nell’intimità di un dolore troppo grande, ma ci ha spinti a puntare il dito su questioni di portata particolarmente più vasta rivolgendoci a ben altro uditorio. Su una cosa di tanta evidenza, però, abbiamo purtroppo incontrato la malafede di tanti, che hanno insistito a montare campagne letteralmente diffamatorie contro di noi per finalità per lo più politiche, con manipolazioni che si usano nelle più becere campagne elettorali. E, duole dirlo, la signora Moretti decisamente non ha inteso prendere alcuna distanza da questioni a sfondo politico che nulla hanno avuto a che fare con il suo dolore di madre. Anzi. Vederla al fianco di Manconi al Senato della Repubblica tornare a tirare in ballo il suo lutto nel giorno in cui si discuteva dell’introduzione del reato di tortura è stata davvero una brutta immagine. Tanto più brutta perché è sembrata l’occasione giusta a lei o a chi per lei, tanto per dare un po’ più di forza al suo ‘personaggio’, per annunciare un’intenzione di rimettere le querele che aveva sporto che non solo ci era stata in precedenza già comunicata con preghiera di massimo riserbo data la delicatezza di una questione così intima (!!!), ma che in realtà non si è mai neppure concretizzata. Poco conta che sia stata una grande bugia, perché tanto noi non avremmo accettato la remissione della querela, consci come eravamo di essere nel giusto, come l’Autorità giudiziaria ha acclarato”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia dopo la decisione del Giudice per le indagini preliminari di Venezia che ha definitivamente archiviato le accuse nei suoi confronti formulate nell’ambito del procedimento nato dalla denuncia di Patrizia Moretti, madre del giovane Federico Aldrovandi. Si trattava, nello specifico, di una denuncia per stalking (!!!), come la stessa Moretti fece bene intendere con le dichiarazioni che i media riportarono all’epoca: “Penso che Maccari sia uno stalker. Non scendo a indagare le motivazioni dei suoi assurdi comportamenti. Penso sia un vero torturatore morale, che non ha mai avuto scrupoli nei confronti della mia famiglia… È uno stalker nato. Com’è possibile che una persona così rappresenti qualcuno di onesto? Forse rappresenta le persone come lui”.
Già al termine delle indagini, comunque, nel relativo avviso, il Pubblico Ministero aveva fortemente ridotto la portata delle contestazioni, derubricando l’accusa di stalking in quella di diffamazione. A quel punto, come previsto dalla legge, l’iniziativa è passata al difensore di Maccari, il brillante e sempre incisivo Avvocato Eugenio Pini, il quale ha presentato una memoria in cui è stata illustrata una tesi difensiva che lo stesso Pm, alla fine, ha condiviso pienamente determinandosi, infatti, per una richiesta di archiviazione delle accuse contro il Segretario Generale del Coisp.
Ad insistere nelle proprie posizioni, invece, è stata la signora Moretti, che non solo non ha mai ufficialmente proceduto alla remissione di querela ampiamente annunciata addirittura anche nell’ambito di una conferenza stampa avvenuta in Senato lo scorso 8 luglio – e che comunque Maccari aveva annunciato pubblicamente di voler rifiutare ove mai fosse stata formalmente presentata -, ma si è poi opposta alla richiesta di archiviazione! Inutilmente, però, poiché il Giudice alla fine ha dato ragione in toto alla Procura ed alla difesa di Maccari ritenendo nel merito che il reato non sussiste.
“E’ esattamente ciò che abbiamo sostenuto – spiega l’Avvocato Pini -. I commenti e le opinioni di Maccari ‘incriminati’ non avevano in verità contenuto offensivo di alcuno, e comunque non erano dirette alla signora Moretti, ma più genericamente ad un complesso di dichiarazioni politiche e notizie di stampa che seguirono l’oramai noto sit-in organizzato dal Coisp a Ferrara, e le successive iniziative mediatiche con le quali l’Organizzazione Sindacale ha continuato ad insistere sui temi principe della propria azione, attinenti in realtà alle condizioni lavorative e personali degli Appartenenti alla Polizia di Stato, ma connesse nello specifico alla drammatica vicenda di Ferrara. Erano commenti, a voler essere ancora più specifici, rivolti sostanzialmente ad esponenti politici intervenuti per criticare aspramente l’iniziativa del Coisp di difendersi in sede legale da precedenti asserite diffamazioni ai propri danni. La signora Moretti era richiamata solo incidentalmente nel discorso fatto dal Coisp, ma non era la diretta destinataria delle espressioni che la stessa ha indicato come lesive della sua reputazione. Come a dire, per sintetizzare, che se proprio fosse stato possibile contestare la fattispecie della diffamazione, la querela non doveva presentarla la signora Moretti, ma qualcun altro! Ma comunque, nel merito, rimane fermo il fatto che le dichiarazioni contestate non avevano alcun carattere offensivo. Si è trattato di una reazione ad attacchi diffamatori di cui il Coisp è stato vittima, riguardante comunque una questione di pubblico interesse, ed oltre tutto espressa in maniera consona e corretta”.


