Algeria. Il gruppo Polisario si spezza prima del congresso militare
A poche settimane dal suo prossimo congresso, il gruppo Polisario sta vivendo una grande defezione. Il suo rappresentante in Europa, Oubi Bachir Bouchraya, ha restituito ieri sera il suo grembiule a Brahim Ghali. “A seguito di una richiesta espressa, mesi fa, ho presentato la mia dimissione scritta al Segretario Generale del Polisario dalla carica di responsabile in Europa e Ue”. “L’ho ringraziato per essersi fidato di me, ma profonde divergenze con lui sulla visione, i metodi e strumenti mi hanno costretto a prendere questa difficile decisione”, spiega su Twitter.
L’ex responsabile del gruppo a Bruxelles -originario di Zouerate in Mauritania, cresciuto e studiato a Tindouf, poi in Spagna- afferma di rinunciare anche a presentare la sua candidatura alla segreteria nazionale del gruppo durante il congresso programmato dal 13 al 17 gennaio.
La dimissione arriva a due settimane dal fallimento della 46a edizione della “Conferenza europea di solidarietà e sostegno al popolo sahrawi (EUCOCO)”, la cui organizzazione era stata affidata proprio a Oubi Bachir. L’incontro, svoltosi il 2 e 3 dicembre a Berlino, è stato segnato da numerose defezioni di Ong, associazioni, personalità, sindacati e partiti politici ritenuti molto vicini nel passato al gruppo Polisario. Lo testimonia, tra l’altro, l’assenza dell’ONG britannica Western Sahara Resource Watch che ha perso la settimana scorsa una causa giudiziaria contro l’accordo economico e commerciale tra Inghilterra e Marocco. Il WSRW ha evitato l’incontro Eucoco proprio a causa delle profonde divergenze con Oubi Bachir. Per la sedia vuota hanno optato anche i gruppi parlamentari di sinistra e gli ecologisti tedeschi, tradizionali sostenitori del Polisario.
Ma resta da vedere se Oubi Bouchraya si sia dimesso da solo o sotto la pressione dei padroni algerini.
Oubi Bachir Bouchraya rappresentava una certa alternativa e successione all’attuale capo del Polisario, è stato l’uomo più votato all’ultimo congresso tenutosi a fine 2019, ma la sua dimissione rispecchia che, per il momento Alger, non ha intenzione di cambiare una persona fedele alla sua progettazione egemonica come Alias Brahim Ghali ricoverato in un’ospedale spagnolo nel 2021 con un passaporto algerino di falso nome: Mohamed Benbatouche.
Da un’altra parte, contro Bouchraya è in corso una vasta campagna di accuse di ruberie di oltre un milione di dollari donato dal Sudafrica, 150mila dollari dall’ambasciata nigeriana a Parigi, le pesanti spese programmate dal suo ufficio oltre ai 720000 euro durante il periodo Coronavirus nonostante il blocco di tutte le attività. Una specie di guerra tra banditi dei furti degli aiuti umanitari internazionali.
È giunto il momento che la rete delle ruberie, del contrabbando e il riciclaggio di denaro si rompano, e che ai sofferenti saharawi sequestrati nel terribile territorio algerino chiamato il paradiso del diavolo, siano concesse la libertà e la dignità.


