In Marocco per respirare la Fede: il viaggio dei sacerdoti milanesi

“In Marocco ho respirato la Chiesa” questo il titolo del reseconto di uno dei sacerdoti che hanno partecipato al viaggio svoltosi Dal 13 al 17 febbraio . Un centinaio di sacerdoti del primo decennio d’ordinazione, guidati da monsignor Delpini, sulle tracce della spiritualità della presenza crisitiana in Marocco. La visita ha permesso di incontrare anche l’Arcivescovo di Rabat, cardinale Cristóbal López Romero. La presenza della comunità cristiana in Marocco, come ribadito dallo stesso Cardinale Romero durante uno degli incontri con i sacerdoti milanesi, è insignificante dal punto di vista numerico ma è significativa dal punto di vista della presenza . La stessa Cattedrale di Rabat è il simobolo della presenza cristiana in Marocco, una testimoninza che continua anche sotto il piano della vita contemplativa. Infatti, è in Marocco che , sui monti dell’Atlante, hanno trovato riparo e rifugio i monaci cistercensi i della Trappa di Notre Dame, che qui hanno trovato posto dopo i tragici fatti di Tibherine in Algeria.
I rapporti giuridici , tra il Regno e la Chiesa Cattolica , sono regolati dalle lettere tra il Santo Padre Giovanni Paolo II e Sua Maestà Hassan II del febbraio del 1984.
Con questi atti il Sovrano riconosceva lo statuto giuridico della Chiesa Cattolica in Marocco avvenuto il 30 dicembre dell’anno precedente . In questo documento Sua Maestà Hassan II stabiliva per la Chiesa Cattolica in Marocco la libertà di “esercitare pubblicamente e liberamente nel Regno del Marocco le proprie attività ed in particolare quelle relative al culto, al magistero, alla giurisdizione interna, alla carità dei suoi fedeli e all’insegnamento religioso.”
Come ha scritto il cardinale Cristobal Lopez Romero nell’ottobre 2020: «È a questo che vi chiamo: vivere la vita cristiana, secondo il progetto del Vangelo, in questa Chiesa che è in Marocco e che vuole essere marocchina del Marocco”. Questo si traduce in diversi modi. Attraverso l’Educazione Cattolica in Marocco (ECAM) composta da dodici scuole, 20.000 studenti, di cui oltre il 98% degli studenti e quasi tutti gli insegnanti e dirigenti sono marocchini di fede musulmana. Il progetto educativo sottolinea la dignità della persona umana, imparando a vivere nella società basata sui valori di giustizia, pace e altruismo e, infine sullo sviluppo di un metodo pedagogico attivo che permetta al bambino di essere artefice della propria educazione.
Sarebbe auspicabile che le parrochie lombarde, invitassero i protagonisti di questo viaggio a rendere testimoninanza della situazione della Chiesa cattolica in una Nazione a maggioranza musulmana. Mi permetto di invitare, quando sarà a Roma, Sua Eccelenza il Cardinale Romero in terra lombarda ed a promuovore dei “gemellaggi” tra le parrochie cattolica della Lombardia e quelle del Marocco.
Marco Baratto
RE HASSAN II DISCENDENTE DEL PROFETA MAOMETTO SI COMPORTA IN MANIERA ESEMPLARE
complimenti non me lo aspettavo