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La vittima dell’aggressione sessuale del giornalista Raissouni assicura che ci sono altri casi simili al suo

Adam Ouch, una delle vittime sessuali del giornalista marocchino Soulaimane Raissouni, arrestato nel 2020 per violenza sessuale e rilasciato lo scorso luglio grazie alla Grazia Reale, ha risposto tramite un video alle pretese di Raissouni pubblicate sul sito spagnolo “El Independent”.
La vittima dichiara di non essere l’unica vittimahttps://youtu.be/fkMhzwEn2xc?si=L8xAmLxuV3YiorsX, sottolineando che esistono altri casi simili che non sono ancora stati svelati. Cita come esempio una violenza sessuale da parte di Raissouni contro una ragazza che lavorava presso il suo giornale nel 2011, un fatto che secondo Ouch, la famiglia e gli amici del giornalista, che lui definisce “misogino”, hanno cercato di nascondere e mettere a tacere completamente la vittima.
“Raissouni è una persona ingannevole. Invece di presentare prove della sua innocenza, si nasconde e non mostra il suo volto. “Finge di essere una vittima e presenta cose senza senso, solo per apparire innocente e ripulire la sua immagine”, dice Ouch, riferendosi all’intervista realizzata dal quotidiano spagnolo.
La vittima chiarisce che non ha mai chiesto aiuto fuori dal Marocco e che si è fidato solo dei tribunali del Regno del Marocco, “che hanno fatto giustizia”.
Da ricordare che la polizia marocchina aveva arrestato Soulaimane Raissouni il 22 maggio 2020, un giorno dopo che il querelante, con lo pseudonimo di Adam Mohammed, aveva presentato la sua storia alla Polizia Nazionale nella quale ha dichiarato che Raissouni lo aveva violato sessualmente nel 2018 a seguito di un’offerta da parte della moglie di Raissouni di collaborare ad un film legato alla comunità LGBTQ.
Il giovane marocchino si rivolge anche ai sostenitori di Raissouni e chiede “obiettività e parzialità”. “Perché non date un’occhiata alle prove che ho presentato al tribunale? Potrebbe un giornalista scrivere un articolo del genere senza contattarmi, visto che sono coinvolto nella questione?”
“Ma, quando si tratta del Marocco, queste persone non si preoccupano. Fanno quello che vogliono senza alcuna obiettività, arrivando anche a calpestare le leggi sulla stampa”, ha denunciato, aggiungendo che Raissouni “è una persona che crede nella propria bugie”.
La vittima ricorda che durante il processo ha ricevuto diverse telefonate da attivisti per i diritti umani e da alcuni parenti dell’aggressore. Allo stesso modo, assicura che molte persone l’hanno avvertita di ciò che potrebbe accaderle se parlasse apertamente e rivelasse di essere stata vittima di un’aggressione. “Ho ricevuto numerose minacce e pressioni affinché restassi in silenzio”, ha affermato.
Tuttavia, Ouch ha fatto sapere che ha deciso di non stare più zitto e di farsi nuovamente avanti per far conoscere il suo caso. “Mentre diverse persone si ostinano a difendere una versione immaginaria e senza senso, io non posso restare in silenzio. Devo dire la verità. Queste persone non possono essere considerate attiviste dei diritti umani; al contrario, agiscono secondo i propri interessi personali invece di difendere i valori dei diritti umani”.
“Non permetterò che Raissouni venga adesso a fare l’eroe e a presentarsi come un attivista, pretendendo di essere innocente da qualsiasi accusa”, ha concluso.
Da ricordare che a luglio scorso, il Re Mohammed VI ha graziato delle persone condannate dai vari tribunali del Regno del Marocco, compresi giornalisti che hanno commesso reati di diritto comune previsti e puniti dal codice penale come Soulaimane Raissouni.
La Grazia Reale non è un’Amnistia, infatti, la condanna non viene cancellata, i diritti delle vittime restano preservati e non impedisce la prosecuzione dell’esame dei reati o dell’esecuzione delle altre sentenze in casi di multi-delitti o di cumulo di pene.

parla la vittima del giornalista

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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