Editoriali

L’Unione europea e il Sahara marocchino: verso una svolta storica basata sull’autonomia sotto sovranità del Marocco

La quindicesima sessione del Consiglio di associazione tra il Regno del Marocco e l’Unione europea, conclusasi a Bruxelles, rappresenta un momento di svolta di portata storica nella gestione della controversia regionale sul Sahara marocchino. Per la prima volta, i 27 Stati membri dell’Unione europea hanno espresso in modo congiunto, chiaro e politicamente significativo una posizione che riconosce l’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco come una delle soluzioni più serie, credibili e praticabili per giungere a una risoluzione definitiva del conflitto.

Il comunicato congiunto firmato dal Ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, e dall’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Kaja Kallas, sancisce un consenso europeo senza precedenti. L’Unione europea si allinea esplicitamente agli appelli del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, invitando tutte le parti coinvolte a partecipare ai negoziati “senza precondizioni” e sulla base del piano di autonomia marocchino. Questo passaggio segna un’evoluzione sostanziale rispetto a precedenti posizioni più caute o frammentate.

Il valore politico di questa presa di posizione non risiede solo nel suo contenuto, ma soprattutto nel fatto che essa rappresenta una posizione condivisa da tutti i 27 Stati membri. In un contesto internazionale spesso segnato da divisioni e approcci divergenti, il consenso europeo sul Sahara marocchino costituisce un segnale forte di maturità politica e di realismo strategico. L’UE riconosce implicitamente che il piano di autonomia, presentato dal Marocco nel 2007, è l’unica base concreta su cui costruire una soluzione duratura, rispettosa della sovranità nazionale e capace di garantire stabilità regionale.

L’accoglienza favorevole, da parte dell’UE, della volontà del Marocco di chiarire le modalità di attuazione dell’autonomia nel quadro della propria sovranità rafforza ulteriormente questa dinamica. Non si tratta di un sostegno astratto, ma di un incoraggiamento esplicito a tradurre l’autonomia in un progetto politico, istituzionale ed economico concreto, capace di rispondere alle aspirazioni delle popolazioni locali e di favorire lo sviluppo del territorio.

Particolarmente rilevante è anche il riferimento alla Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 31 ottobre 2025. Tale risoluzione conferma il pieno sostegno agli sforzi del Segretario Generale dell’ONU e del suo Inviato Personale per facilitare negoziati fondati sull’iniziativa marocchina di autonomia. L’Unione europea, accogliendo con favore questa risoluzione, rafforza la convergenza tra il quadro multilaterale delle Nazioni Unite e l’approccio europeo, contribuendo a creare uno slancio diplomatico coerente e credibile.

È vero che negli anni precedenti diversi Stati membri dell’UE avevano già espresso, individualmente, il loro sostegno alla sovranità del Marocco sul Sahara e al piano di autonomia. Tuttavia, la novità fondamentale risiede oggi nella formalizzazione di una posizione comune, che supera le iniziative nazionali e assume una dimensione europea collettiva. Questo passaggio consolida il riconoscimento internazionale del piano marocchino come unica soluzione realistica e marginalizza definitivamente le opzioni irrealistiche o destabilizzanti.

La nuova posizione europea si inserisce nello slancio internazionale promosso da Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assista, il quale ha saputo costruire, negli anni, una rete di sostegni diplomatici fondata su pragmatismo, cooperazione e visione strategica. Il rafforzamento del consenso internazionale attorno all’autonomia sotto sovranità marocchina dimostra la coerenza della diplomazia del Regno e la sua capacità di proporre soluzioni costruttive, orientate alla pace e allo sviluppo.

Dal punto di vista delle relazioni euro-marocchine, questa svolta non potrà che avere effetti positivi. Il Marocco si conferma come un partner strategico fondamentale per l’Unione europea in settori chiave quali la sicurezza, la gestione dei flussi migratori, l’energia, il commercio e la cooperazione euro-africana. Una posizione chiara e condivisa sul Sahara marocchino rafforza la fiducia reciproca e apre la strada a un partenariato strategico più ambizioso e strutturato.

In questo contesto, appare auspicabile che anche l’Italia assuma una posizione chiara, esplicita e coerente con il consenso europeo. L’Italia, storicamente legata al Mediterraneo e attore centrale nella politica euro-mediterranea, ha tutto l’interesse a sostenere una soluzione stabile e definitiva della controversia sul Sahara marocchino. Un sostegno aperto al piano di autonomia rafforzerebbe non solo le relazioni bilaterali con il Marocco, ma anche il ruolo dell’Italia come promotrice di stabilità, dialogo e cooperazione nel Mediterraneo e in Africa.

In conclusione, la posizione adottata dai 27 Stati membri dell’Unione europea segna un passo decisivo verso la risoluzione definitiva della controversia regionale sul Sahara marocchino. Basata sull’autonomia sotto la sovranità del Marocco, essa riflette un consenso politico maturo e realistico. Ora spetta ai singoli Stati membri, Italia compresa, tradurre questo consenso in scelte diplomatiche chiare, contribuendo a costruire una pace duratura e una cooperazione rafforzata nella regione.

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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