Sassari, Asincronie: il potere taumaturgico della danza e della musica

Alla fine degli anni Cinquanta, il grande antropologo Ernesto De Martino, accompagnato da una equipe multidisciplinare, compie una serie di ricerche in Puglia su un fenomeno considerato endemico del Sud Italia. Le “tarantolate” sono donne che danzano scalze, in preda all’estasi e al furore perché, si dice, sono state morse dalla tarantola e per guarire devono sottoporsi a un esorcismo rituale attraverso la musica. Il documentario “Tarantismo Rivisitato”, frutto affascinante del lavoro minuzioso e appassionato delle filmmaker e antropologhe visive tedesche Anja Dreschke e Michaela Schäuble sulle tracce dei viaggi di De Martino, arriva a Sassari, in prima visione italiana, giovedì 4 giugno, alle 18, al Cinema Cityplex Moderno per la seconda giornata del festival di cinema documentario e fotografia Asincronie.
Le registe saranno presenti in sala e dopo la proiezione (ingresso gratuito fino a esaurimento posti) racconteranno, in dialogo con Arianna Lodeerto, il lavoro, durato anni, dietro un’opera di grande impatto visivo, pluripremiata all’estero, che intreccia una grande ricchezza di materiali d’archivio e immagini attuali per indagare cosa resta, oggi, di un rituale popolare che continua ad affascinare studiosi e persone comuni. Nel film, raccontano le autrici, «ci siamo concentrate principalmente sugli aspetti performativi del tarantismo, evidenziandone il ruolo di evento multimediale politicizzato insieme alla sua importanza come risorsa culturale ed economica nella regione. Vogliamo, inoltre, sensibilizzare sul fatto che le tradizioni religiose attualmente non stanno per sé scomparendo nell’insignificanza, ma, al contrario, vengono riscoperte, rivitalizzate e riempite di nuovi significati in molti luoghi».
Il fascino dei rituali e il potere misterioso dei gesti, della parola, della musica, questa volta applicati all’esperienza teatrale, ritornano anche nel secondo film in visione. Dal Salento si approda in Sardegna con “Ewa. The last lesson” di Andrea Mura e Federico Savonitto, che dopo la proiezione dialogheranno con il musicista, performer e regista teatrale Simone Azzu (Cityplex Moderno, h. 21:30, ingresso gratuito fino a esaurimento posti).
Il film segue il viaggio di ritorno, dalla Sardegna, dove ha passato una parte importante della sua vita, alla Polonia, dove è nata e da dove è fuggita negli anni ‘80, di Ewa Benesz, una delle ultime testimoni viventi dell’esperienza del Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski, e una dei pochi allievi diretti ad aver proseguito, per decenni, il cammino del Parateatro. Savonitto e Mura raccontano questo momento di passaggio: l’ultima lezione di Ewa e la scelta di concludere un’attività pedagogica e artistica che, in sessant’anni di pratica performativa, ha coinvolto centinaia di persone in tutto il mondo.
«Per oltre 15 anni abbiamo avuto il privilegio di conoscere Ewa Benesz, impegnandoci attivamente in numerosi laboratori sotto la sua guida» spiegano i due registi. «Il racconto di The Last Lesson si nutre moltissimo del rapporto che Ewa ha creato con il territorio in cui abita. Il suo modo di vivere riesce ad essere ad un tempo isolato, contemplativo ed estremamente pratico, a contatto con la realtà e con le persone che le abitano vicino».
Sia “Tarantismo Rivisitato” che “Ewa. The last lesson” sono stati selezionati dal festival attraverso la call e partecipano come lungometraggi al Premio del Pubblico, che si può votare compilando la scheda sul sito di Asincronie.
Asincronie è un festival internazionale di cinema documentario e fotografia organizzato da 4Caniperstrada, con il sostegno del Comune di Sassari, della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna.



