Albenga: Lorenzo Sibilla porta Collezione Sibilla sulla scena internazionale della Biennale di Venezia

È una storia che inizia in una piccola città della Liguria e arriva a uno dei più importanti eventi internazionali dedicati all’arte contemporanea.
Lorenzo Sibilla, giovane curatore d’arte e Vicepresidente di Collezione Sibilla, ha compiuto 23 anni il 19 agosto e sarà a Venezia dal 27 al 30 agosto per Crossing Narratives, un progetto speciale inserito nel programma del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61a Biennale di Venezia. Il progetto, curato da Lorenzo Sibilla e Lynn Guo, riunisce una mostra collettiva internazionale e un programma di conversazioni pubbliche dedicate all’arte contemporanea, alle istituzioni culturali e alla collaborazione internazionale. Nato a Pietra Ligure, cresciuto ad Albenga e attualmente studente di Storia e Tutela dei Beni Artistici all’Università degli Studi di Firenze, Sibilla ha sviluppato un percorso tra curatela, collezionismo, sviluppo di progetti culturali e relazioni internazionali. A 23 anni, oggi è co-curatore di un progetto nel contesto della Biennale di Venezia e ha
contribuito, attraverso Collezione Sibilla, alla partecipazione di tre artisti al Padiglione Nazionale della Tanzania.
«Ho compiuto 23 anni solo pochi giorni fa e certamente la mia età rende questa esperienza particolarmente significativa. Ma non vorrei che questo fosse l’unico elemento attraverso il quale descrivere il progetto. Ciò che conta davvero per me è dimostrare che anche partendo da una piccola città della Liguria è
possibile, attraverso lo studio, il lavoro, le relazioni e la determinazione, costruire un percorso capace di raggiungere un contesto internazionale come la Biennale di Venezia».
Dalla collezione di famiglia a un progetto culturale
La storia di Collezione Sibilla è iniziata ad Albenga con la passione per l’arte contemporanea di Gianluca Sibilla, padre di Lorenzo. Quello che inizialmente si è sviluppato attraverso l’esperienza personale del collezionismo è gradualmente diventato qualcosa di condiviso tra padre e figlio.
Crescere circondato da opere d’arte, conversazioni con artisti e dall’esperienza del collezionismo ha avuto un ruolo importante nel rapporto di Lorenzo con l’arte contemporanea. Nel tempo, la Collezione ha iniziato ad andare oltre la dimensione privata del collezionismo, sviluppando un interesse più ampio nel sostenere gli artisti, creare mostre e aprire nuove opportunità di dialogo tra l’arte e il pubblico.
Questa graduale trasformazione ha portato allo sviluppo di Collezione Sibilla come progetto indipendente di arte contemporanea con radici ad Albenga, costruendo al contempo rapporti sempre più numerosi con artisti, curatori e organizzazioni culturali in Italia e a livello internazionale.
Per la famiglia Sibilla, il collezionismo è quindi diventato non soltanto un atto di acquisizione e conservazione delle opere d’arte, ma anche un modo per sostenere le pratiche artistiche e creare opportunità di scambio culturale.
Il legame della famiglia con il territorio rimane centrale. La famiglia Sibilla ha origine nell’entroterra ligure, in particolare in Val d’Arroscia, tra Colle di Nava e Pieve di Teco, mentre Albenga è il luogo in cui la famiglia vive e nel quale la Collezione si è sviluppata. «Collezione Sibilla è nata dalla passione della mia famiglia per l’arte. Nel tempo ho compreso che una collezione non deve necessariamente rimanere qualcosa di privato. Può diventare un modo per sostenere gli artisti, creare progetti e mettere in relazione le persone. È questa la direzione che oggi stiamo cercando
di sviluppare».
Da Albenga a Firenze: la Collezione diventa pubblica
Un passaggio significativo è avvenuto nel febbraio 2026, quando Collezione Sibilla ha presentato la sua prima mostra ufficiale a Firenze, segnando lo sviluppo pubblico della Collezione come progetto culturale strutturato e indipendente.
Presentata presso l’Associazione Culturale Panicale Nove, The Roles of the Icon:
Physical, Emotional and Political ha riunito artisti contemporanei internazionali attorno a
una riflessione sul ruolo e sul potere delle immagini nella società contemporanea.
La mostra ha indagato le dimensioni fisica, emotiva e politica dell’immagine e, allo stesso
tempo, ha espresso uno dei principi alla base dello sviluppo di Collezione Sibilla: creare
spazi accessibili nei quali il collezionismo privato possa entrare in dialogo con gli artisti, le
istituzioni e il pubblico.
Il progetto ha inoltre rafforzato il crescente rapporto della Collezione tra Liguria e Firenze:
Albenga rimane il luogo di origine e di identità, mentre Firenze è diventata uno spazioimportante per la ricerca, le mostre e lo sviluppo di nuove collaborazioni culturali.
La Collezione ha inoltre sostenuto altri progetti espositivi indipendenti attraverso prestiti provenienti dalle proprie collezioni, ampliando il proprio ruolo oltre l’organizzazione delle proprie mostre e verso un’idea più ampia del collezionismo come partecipazione culturale.
«Per noi, la Collezione non riguarda semplicemente il possesso di opere d’arte.
Ciò che mi interessa è quello che può accadere intorno a quelle opere: le
relazioni che possono creare, gli artisti che possiamo sostenere e le
conversazioni che possono nascere da esse».
Un percorso iniziato a 18 anni
Lorenzo Sibilla ha iniziato a lavorare nell’arte contemporanea all’età di 18 anni, curando i suoi primi progetti espositivi ad Albenga e sviluppando successivamente esperienze in Italia e all’estero.
Nel corso degli anni ha lavorato a mostre e iniziative culturali, costruendo progressivamente
rapporti con artisti, collezionisti, istituzioni e organizzazioni culturali internazionali. I suoi studi in Storia e Tutela dei Beni Artistici all’Università degli Studi di Firenze si sono sviluppati parallelamente a questa esperienza pratica, permettendo alla ricerca accademica, al collezionismo e alla pratica curatoriale di crescere insieme.
Venezia rappresenta una delle tappe più significative di questo percorso, ma Sibilla non la
considera una destinazione finale. «Non considero Venezia una destinazione finale. È certamente una tappa
importante, ma soprattutto vorrei che fosse un’opportunità per continuare a costruire. Ho iniziato a lavorare nell’arte quando avevo 18 anni e ho sempre cercato di trasformare ogni progetto in un’opportunità per quello successivo».
Un dialogo con la Tanzania iniziato nel 2024
Il rapporto con la Tanzania precede l’attuale progetto legato alla Biennale e si è sviluppato
gradualmente attraverso il dialogo culturale e lo scambio internazionale.
Nel marzo 2024, a seguito della presentazione di una proposta culturale, Lorenzo Sibilla è stato invitato presso l’Ambasciata della Repubblica Unita di Tanzania a Roma per presentare personalmente il progetto durante il mandato dell’allora Ambasciatore Mahmoud Thabit Kombo, oggi Ministro degli Affari Esteri della Tanzania.
Quell’esperienza ha rappresentato un momento importante nel crescente coinvolgimento di Sibilla nelle relazioni culturali internazionali. Il dialogo si è sviluppato nel tempo attraverso
scambi e relazioni basati su un interesse condiviso per la cultura come spazio di connessione tra Paesi e comunità differenti.
«Avevo poco più di vent’anni e sapevo che la mia età avrebbe potuto influenzare una prima impressione. Non ho detto quanti anni avessi: volevo che fossero il progetto, le idee e il modo in cui ero in grado di presentarli a parlare per me. Le relazioni nella cultura si costruiscono nel tempo, attraverso il dialogo,
la fiducia e la qualità del lavoro che si è in grado di sviluppare».
Crossing Narratives: differenti narrazioni in dialogo
Dal 27 al 30 agosto 2026, questo percorso arriva a Venezia con Crossing Narratives – Diary #08, un progetto che riunisce artisti provenienti da differenti geografie, esperienze e contesti culturali.
Curato da Lorenzo Sibilla e Lynn Guo, il progetto si sviluppa attraverso due momenti complementari: la mostra collettiva CROSSING NARRATIVES e il programma di talk pubblici SPAZIO CULTURA. La mostra include opere di Valerie Asiimwe Amani, Zhang Meng e Andrea Papi, artisti
presenti nel Padiglione Nazionale della Tanzania, poste in dialogo con le pratiche di Luca Coser, Ottavio Troiano, Marah Khaled al-Za’anin, Mihály Mór Kovács e Annika Sjölén.
Attraverso differenti media, linguaggi artistici e background culturali, Crossing Narratives riflette sulla pluralità delle sensibilità contemporanee e sulle connessioni tra identità, memoria e percorsi individuali, riconoscendo l’arte come spazio di incontro tra prospettive differenti.
Particolare attenzione è dedicata a Marah Khaled al-Za’anin, giovane artista palestinese di Gaza, la cui pratica è strettamente legata alla propria esperienza personale di guerra e sfollamento.
L’artista ha trasformato la propria tenda in uno spazio per vivere, lavorare e produrre arte. La sua partecipazione a Venezia ripropone la tenda come spazio al tempo stesso artistico e testimoniale, portando una narrazione profondamente personale in dialogo con questioni più
ampie legate allo sfollamento, alla resilienza e alla creazione artistica.
SPAZIO CULTURA: oltre la mostra
Accanto alla mostra, SPAZIO CULTURA amplia il progetto trasformandolo in un forum pubblico interdisciplinare che riunisce professionisti del mondo dell’arte, personalità culturali e istituzionali e rappresentanti della società civile.
I talk affronteranno le politiche culturali, gli ecosistemi artistici, l’editoria d’arte contemporanea e la diplomazia culturale internazionale.
L’apertura di giovedì 27 agosto alle ore 18:00 includerà una visita guidata al Padiglione con
la curatrice della Partecipazione Nazionale Martina Cavallarin e i curatori di Diary #08
Lorenzo Sibilla e Lynn Guo, seguita dall’apertura ufficiale dello Special Event.
La giornata inaugurale comprenderà inoltre contributi istituzionali e culturali, mentre il 28
agosto Deborah Onisto, Consigliera del Comune di Venezia e Vicepresidente della
Commissione Cultura, è attesa negli spazi di Crossing Narratives per una visita e per
portare i saluti istituzionali.
Dalle 14:30 alle 17:00, il Public Forum: Art, Institutions and International Cultural
Ecologies riunirà una serie di voci articolate in quattro sessioni. Tra i partecipanti figurano il Senatore Luca Pirondini, Vicepresidente della Commissione Cultura del Senato; Sandra Miranda Pattin e Francesca Morozzi, fondatrici di Chiasso
Perduto Artist Residency; Matteo Lenuzza, Direttore della Fondazione ANMIG | Casa del
Mutilato – Genova; Nicola Parente e John Clements, fondatori di Arroscia Residency;
Laura Gallon, co-fondatrice di Arte Laguna Prize; Solveig Wilson Carrier, fondatrice di La
Dérive; e il giornalista e International Relations Specialist Lorenzo Somigli.
Albenga, Firenze, Venezia: una collezione che continua a crescere
Per Lorenzo Sibilla, arrivare a Venezia non rappresenta quindi soltanto un risultato personale, ma parte di un’evoluzione più ampia di Collezione Sibilla: dalla passione familiare per il collezionismo ad Albenga, alle mostre e alle collaborazioni a Firenze, fino ad arrivare oggi a un progetto internazionale a Venezia.
Allo stesso tempo, la Collezione intende mantenere un forte rapporto con le proprie origini
liguri, continuando a sviluppare iniziative culturali capaci di collegare la propria identità locale con una rete più ampia di artisti e istituzioni.
«La Liguria non dovrebbe essere semplicemente il luogo da cui sono partito.
Vorrei che fosse anche parte della storia che porto con me. Albenga, Pietra Ligure, Val d’Arroscia, Colle di Nava e Pieve di Teco sono luoghi che fanno parte della mia identità. Arrivare a Venezia portando con me anche questa storia personale significa dimostrare che la cultura contemporanea può nascere e svilupparsi anche lontano dai grandi centri internazionali».
Per una Collezione nata da una passione familiare ad Albenga, Crossing Narratives
rappresenta dunque una nuova tappa di un percorso che si sta progressivamente spostando dal collezionismo alla produzione culturale, dalla dimensione privata alla partecipazione pubblica e da una forte identità locale verso un dialogo sempre più internazionale.



