Comunicati Stampa

Bari, la Puglia corre con le Case del Made in Italy

Nate nell’aprile 2024 con la prima sede di Torino, le Case del Made in Italy contano oggi 27 presìdi operativi in tutta Italia, l’ultimo inaugurato a Cagliari. Nel 2025 hanno gestito oltre 31 mila richieste delle imprese e, nei primi quattro mesi del 2026, quasi nove su dieci sono state evase direttamente dalle strutture territoriali nell’arco di un solo giorno. Non un ufficio in più, ma una filosofia diversa: come ha sintetizzato il ministro Adolfo Urso, mettere «l’impresa al centro» e rendere «lo Stato più vicino ai territori».

La rete non nasce da nuove assunzioni, ma dalla riorganizzazione degli Ispettorati territoriali, valorizzando personale e strutture già presenti. E soprattutto è uscita dalle stanze: con il protocollo triennale siglato dal MIMIT con AEFI e IT-EX, le Case sono entrate nei quartieri fieristici, «luoghi di relazioni, innovazione e alleanze per il Made in Italy», nelle parole di Urso.

È qui che la Puglia detta il passo. La regione può contare su più sedi — da Bari a Taranto, fino alla Casa di Brindisi inaugurata nel giugno 2026 «per valorizzare le vocazioni economiche locali» — e le fa lavorare in rete, non come compartimenti stagni. Il risultato è un fitto calendario di eventi che copre l’intero territorio, dalla Capitanata al Salento, tenendo insieme agroalimentare, artigianato, turismo e innovazione.

Proprio la Fiera del Levante diventa il palcoscenico dove la Puglia delle Case si racconta al meglio. Tra gli appuntamenti che ne fotografano il dinamismo c’è un momento dedicato alle filiere agricole del futuro: una sessione che affronta la transizione ecologica ed economica del territorio, la multifunzionalità agricola come motore di sviluppo sostenibile, il credito come leva di crescita, la cooperazione, l’aggregazione e le certificazioni di qualità. Un mosaico di voci — istituzioni, università, consorzi, banche, cooperative sociali e reti d’impresa — che testimonia quanto il metodo pugliese sappia fare sistema. E non a caso il dibattito, dopo i lavori della sessione, prosegue direttamente allo Stand del MIMIT, a sancire il legame tra impresa, territorio e istituzioni.

Al centro di questa narrazione ci sono anche gli strumenti dell’identità: le strategie di marketing territoriale per raccontare in modo autentico il valore delle filiere, e il Passaporto Identitario Digitale, presentato come strumento tecnologico avanzato per la tracciabilità, la trasparenza e la certificazione digitale dell’origine dei prodotti. È il salto che serve a un Made in Italy che vuole competere nel mondo: non più solo qualità, ma qualità che si può leggere, verificare e raccontare — l’etichetta che parla, il prodotto che porta con sé la propria storia.

La Puglia, insomma, ha capito prima di altri che le Case del Made in Italy non sono targhe da appendere, ma infrastrutture di comunità. E alla Fiera del Levante lo dimostra sul campo, trasformando un presìdio ministeriale in un racconto collettivo di territorio, imprese e futuro.

Tag

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy