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Da Scalea a Scilla: al mare con gli Dei

In un percorso tra Scalea e Scilla, con scorci spettacolari, testimonianze storiche scenari maritmi suggestivi, alla scoperta dell’ultimo avamposto del Mar Tirreno: la mitologica Scilla.

Il primo tratto costiero, partendo da Scalea verso Paola, è un susseguirsi di coltivazione di cedri, tanto che la costa prende nome di Costa dei Cedri ed identifica lo splendido territorio della Calabria noto anche come Alto Tirreno Calabrese e comprende, tradizionalmente, anche una parte del territorio montano che si trova immediatamente a ridosso della zona costiera. Dalle zone del Pollino alla Sila dove Greci, Romani, Bizantini, Arabi e poi Normanni, Angioini ed Aragonesi lasciarono un chiaro segno del loro passaggio.La costa, dove l’estate dura almeno sei mesi, è caratterizzata da splendide spiagge sabbiose, alternate a coreografiche scogliere, con strutture turistiche e recettive di primo livello, in località che non hanno perso le loro tradizioni e la loro cultura.

La Riviera dei Cedri, così chiamata per le estese coltivazioni di questo agrume, è un vero paradiso per i subacquei, per i suoi fantastici fondali, tra cui spicca il famoso relitto del mercantile Lillois, perfettamente conservato, silurato da un sottomarino Inglese nel 1943, di fronte a Scalea. 

Scalea, adagiata alla base del promontorio di Capo Scalea, deve il suo nome alla disposizione delle sue case che degradono verso il mare. Imponenti mura circondano un dedalo di viuzze contorte e sede di un apprezzato spazio espositivo permanente di Torre Cimalonga ove sono esposti resti di vasellame risalenti ai secolo VII  eVI a.C. Procedendo verso sud Cirella e Diamante due borghi che godono di una posizione ammirabile: il litorale di sabbia e ghiaia si snoda tra i profumi della macchia mediterranea e il blu del mare color smeraldo dove grotte ed anfratti sono ideali per chi ama le immersioni subacquee.

Quasi al termine della costa dei Cedri si incontrano Cetraro che deve il nome alla coltivazione dei cedri, già fiorente nel medioevo. Più avanti sul fianco di una collina: Amantea, centro antichissimo, già di origine preindoeuropea. Il suo tratto di costa ha splendidi scorci panoramici sugli scogli di Coreca che emergono di fronte ad una lunga spiaggia.

Il magnifico litorale che si sussegue in un serpeggiare di paesaggi è, non a caso, denominata la Costa degli Dei. Vedute indescrivibili, storia millenaria e siamo a Tropea regina del turismo del cui passato glorioso testimoniano i palazzi nobiliari che prospettano nel centro cittadino, un paese romantico, dove ci si può ritrovare la sera per un gelato o una passeggiata fra le innumerevoli viuzze cariche di storia e arte. Nel suo centro storico il Duomo, la Chiesa di San Francesco d’Assisi. Molto interessanti anche le architetture.

Non solo arte a Tropea, affacciata sulle acque limpide del Tirreno, ma spiaggia e vita turistica, una delle località balneari più note e frequentate d’Italia.Il suo lungomare e le sue spiagge sono tra i belle di tutto il litorale tirrenico. Incantevoli arenili. Magnifici posti con spiagge bianchissime e mare cristallino sul litorale tirrenico calabrese, a picco sul mare, sembra di poter toccare con mano le acque limpide, piene di flora, fauna e giochi d’ombra che difficilmente si ritrovano altrove, con le onde che si infrangono, in basso, a contatto con le spiagge. Spiagge bianche, pulite, che riescono a tenere una loro bellezza incontaminata nonostante le organizzate strutture ricettive.

 

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2 Commenti

  1. Nota dolente è Capo Vaticano, appena dopo Tropea. Quando lo visitato, era selvaggio e stupendo. Ora un agriturismo fatiscente ne ha rovinato la bellezza.

    1. ..così per la maggior parte del Sud..a cui noi ci rivolgiamo per natura e meraviglia e che ormai è stretto in un turismo..spropositato……che vuoi dicono che è discorso economico… 🙁

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