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Tra zucche e dolcetti, usanze dell’Halloween italiano

Tra zucche e dolcetti, usanze dell'Halloween italiano foto Eleonora mediterranews.orgMeno di 10 giorni  è ricorrerà una delle feste più antico capodanno, quello celtico. Halloween è quel magico momento in cui l’inverno è alle porte e, l’ombra della Morte fa ritorno su questo Pianeta, dunque serve onorare i defunti per rabbonire le anime, un rito pagano che nel nostro Paese viene sostituito con la festa di Ognissanti, ma nelle tradizioni popolari molto è rimasto di pagano tanto è che poco abbiamo da invidiare al mito di Halloween.
Con una zucca, un pò di dolcetti, qualche caldarrosta e tanta fantasia partiamo alla scoperta di antiche tradizioni italianissime. In Sardegna quel che si vive nei giorni a cavallo tra il 30 ottobre ed il 2 di novembre è veramente molto “celtico” tanto è che in alcune località dell’Isola è ancora viva la tradizione di lavorare le zucce per formare facce mostruose, che dire poi  delle altre usanze di cui già abbiamo scritto? Tutto molto suggestivo.

Spostandoci su un’altra isola, la Sicilia troviamo una curiosa usanza, i morti in processione, “Si nun vennu li morti nun camminanu li vivi”, capita ancora oggi che a Palermo i ragazzini per le strade canticchino  filastrocche e motivetti come “Li morti vennu e ti grattanu li pedi”, e, nelle famiglie più tradizionali invece si preparano ceste ricche di frutta secca e dolcetti del periodo “pupatelli”, biscotti alle mandorle che rappresentano le ossa dei morti. I pupatelli rappresentano doni che i defunti lasciano per i bambini nel periodo dei morti, solo i bimbi che nasconderanno la gratuggia prima di dormire avranno il dono, è infatti noto, almeno in Sicilia, che lasciare la grattuggia in vista permetta ai defunti  di  grattare i piedi a chi non si è comportato bene. In provincia di Agrigento, a Cianciana invece si fa una sorta di processione di morti che escono dal Convento di S. Antonio de’ Riformati, attraversano la piazza e arrivano al Calvario, e nel passaggio lasciano i loro regali ai ragazzini buoni. Seguono quest’ordine: prima quelli colpiti da morte naturale, poi i giustiziati, poi quelli morti per disgrazia e via dicendo. A Erice, provincia di Trapani, medesima usanza, con partenza di “Morti” dalla Chiesa dei Cappuccini. Tornando invece in provincia di Palermo, a Partinico, i bambini indossano un lenzuolo e, a piedi scalzi, con una torcia accesa, percorrono le strade del paese. Ad Acireale, invece i  morti girano per la città sotto un lenzuolo, e rubano doni ai venditori ambulanti per poi darli ai bambini.

In Puglia, una curiosa festa si tiene a Orsara,“Fuuc acost” coinvolge tutto il paese, anche qui regine della festa sono le zucche che si intagliano e si svuotano,   le Cocce priatorje, che, illuminate, adornano le strade, per accogliere le anime, e, ad ogni angolo o incrocio si lascerà qualche prelibatezza per i morti.

In provincia di Massa Carrara a Castelpoggio invece i bambini indossano una collana di castagne bollite con una mela al centro,Collana di Baduci, in modo che i morti li lascino in pace. In Liguria invece spesso si hanno sorta di cene collettive che coinvolgono rioni e quartieri in onore dei defunti.

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