Il nuovo codice forestale brasiliano è stato approvato mercoledì mattina in via definitiva dal Parlamento. 247 voti a favore e 184 contrari, il testo di legge è stato licenziato dall’Assemblea federale dopo mesi di scontri e polemiche tra le forze politiche. “I coltivatori avranno più stabilità e sostegno politico – ha sottolineato Paulo Piau, estensore della legge di riforma -. La produzione e l’ambiente non potranno che beneficiarne. Con una legge confusa, non ci sono invece benefici”.Il nuovo Codice Forestale potrebbe essere l’inizio della fine delle foreste pluviali. Si tratta di nuove leggi che lasceranno impuniti tutti i responsabili della grave deforestazione di molte aree del paese, a cominciare da quella amazzonica. Pesantemente modificate le Aree di preservazione permanente, le zone di riforestazione obbligatoria uguali e inviolabili nate nel 1989 con il fine di franare la deforestazione selvaggia delle zone più vulnerabili. Il nuovo Codice all’insegna della flessibilità aumenterà la possibilità per i proprietari terrieri di sottrarsi all’obbligo di ripiantare dove ce n’è bisogno in nome dell’equilibrio naturale, ma che – come precisano i suoi sostenitori – favorirà quell’universo di piccoli produttori che tirano avanti grazie alle piantagioni che coltivano sulle rive dei fiumi. Il Wall Street Journal ed El Pais paralno di una perdita potenziale che oscilla tra i 400mila e i 700mila chilometri quadrati di bosco, l’equivalente della Svizzera e la Germania o di tutta la penisola iberica.