Reggio Calabria fermato Giovanni Fontana. Sequestrate 5 società ed immobili per 30 milioni di euro
La DDA di Reggio Calabria nell’ambito dell’indagine sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella societa’ mista di raccolta rifiuti Leonia,
Giovanni Fontana, ritenuto capo dell’omonima cosca.
Riporta l’Agi che i Fontana negli anni ’70 avevano suscitato l’attenzione degli investigatori nel panorama ‘ndranghetistico per la presunta militanza nello schieramento mafioso del clan De Stefano, che a quell’epoca accomunava, sotto il nome di “Arcoti”, diverse famiglie di ‘ndrangheta.
All’inizio della seconda guerra di mafia, pero’, annotano gli investigatori, la ‘ndrina Fontana si sarebbe contrapposta al cartello dei De Stefano-Tegano-Libri, e si sarebbe aggregata al gruppo “separatista” degli Imerti-Condello.
L’organicita’ della ‘ndrina Fontana al cartello ‘condelliano’, sempre secondo gli investigatori, e’ documentata negli atti del processo Olimpia, oltre che dal vincolo familiare che lega Giovanni Fontana, sposato con Maria Condello, al boss Pasquale Condello detto ‘il supremo’. Inoltre alcuni collaboratori di giustizia, e tra loro Giacomo Ubaldo Lauro e Paolo Ianno’, in tempi diversi hanno dichiarato agli inquirenti che la famiglia Fontana, pur mantenendo una propria autonomia, sarebbe a tutti gli effetti federata alla consorteria Condello di Archi
Inoltre alla cosca nel corso dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria contro la cosca Fontana sono state sequestrate cinque societa’ e immobili per un valore totale di circa 30 milioni di euro.

