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Pescarenico, lo scheletro del Giglio è morto per la peste del 600

Pescarenico, lo scheletro del Giglio è morto per la peste del 600Lecco, a Pescarenico, presso la pizzeria Giglio è stato trovato uno scheletro. Nelle prime ore si era sparsa la voce potesse essere collegato alle ‘ndrine a cui parecchi anni fa era stata sequestrata, qualcuno parlava di lupara bianca ma no, un abbaglio.Nessun caso di lupara bianca ma solo una delle vittime di quella peste raccontata da Alessandro Manzoni che ha proprio in Pescarenico uno dei luoghi che fanno da scenario nel famoso romanzo dei Promessi Sposi, pestilenza che imperverso’ a Lecco come in tutto il Nord Italia nel 1630 uccidendo centinaia di persone. A confermare che lo scheletro risalirebbe a quell’epoca e’ anche l’anatomopatologo consulente della Procura di Lecco Paolo Tricomi.


L’anatopatologa milanese Cristina Cattaneo deve svolgere i rilievi, Per ora, Il rinvenimento ha indotto intanto la Procura a bloccare il cantiere. Attualmente la struttura e’ di proprieta’ del Comune di Lecco che domani fara’ il punto della situazione non solo sullo stato di avanzamento dei lavori del centro anziani ma anche sul rinvenimento di alcuni affreschi antichissimi. Lo stabile e’ praticamente attiguo, separato da un stretto e corto vicolo chiamato Fra’ Galdino dalla chiesa parrocchiale di Pescarenico e con quello che praticamente resta dell’antico convento di Fra’ Cristoforo. Nelle mura della palazzina di fronte vi e’ tuttora una nicchia contenenti teschi umani delle vittime della pestilenza.


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