Speciale Maturità

Pirandello alla maturità 2013 I vecchi e i giovani

Tema maturità Luigi Pirandello Contrasto tra apparenza e realtàRomanzo storico che ritrae la crisi dell’Italia postunitaria e il crollo delle speranze  e dei valori risorgimentali, I vecchi e i giovani, pubblicato nel 1913, ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti e a una linea narrativa che va da Verga a De Roberto, è un bel romanzo che si legge con piacere, malgrado il giudizio poco benevolo di gran parte della critica, che rimprovera a Pirandello di scadere in una rappresentazione bozzettistica di tipi e ambienti.
Personalmente mi sono trovato bene in compagnia dei personaggi di Pirandello, la cui psicologia, almeno per quanto riguarda i personaggi principali, non è mai scontata, ma complessa, contraddittoria, ben delineata nella sua caotica ricchezza dal ricorso frequente dell’autore al discorso indiretto libero. In alcuni brani del romanzo emerge con particolare forza la crisi dell’uomo moderno, l’identità complessa e frazionata di ciascuno di noi, l’io diviso, temi che saranno poi sviluppati nelle opere maggiori.


Si tratta di un romanzo con forti valenze sociologiche. Un occhio penetrante, quello di Pirandello, sulle condizioni socioeconomiche dell’isola e dell’Italia. n breve riassunto

A Girgenti, in Sicilia, vivono i tre già anziani nobili fratelli Laurentano: il principe Ippolito (ancora fedele al passato borbonico, tanto da tenere una guardia in divisa d’epoca), don Cosmo (fedele, invece, alla figura del padre Gerlando, esule del Risorgimento), e donna Caterina (ripudiata dal principe perché sposa d’un martire dell’Unità, Stefano Aurite, uno dei Mille). Con don Cosmo vive Mauro Mortara, un altro ex garibaldino che udì le ultime parole di Stefano, ed è ferocemente affezionato all’Italia unita. Donan Caterina ha un figlio, Roberto, che cerca di continuare in politica l’opera paterna, e perciò si presenta come candidato alle elezioni.l principe don Ippolito sposa Adelaide Salvo, sorella del ricco Stefano, padrone tra l’altro delle zolfatare in cui si manifestano i primi torbidi socialisti; sua figlia Daniella è innamorata sin da bambina dell’attuale ingegnere delle zolfatare, Aurelio Costa. Alle elezioni vince Ignazio Capolino, il candidato appoggiato da Salvo; la moglie del nuovo deputato, Nicoletta, è, d’altronde, l’amante di Salvo, praticamente vedovo di una moglie pazza. Intanto, a Roma cova la tragedia.


Tra i tanti scandali dell’epoca ce n’è uno in cui è coinvolto Corrado Selmi, per il quale Roberto Auriti s’è fatto prestanome. Nonostante gli amici tentino di salvarlo, viene arrestato: Selmi si suicida, scagionandolo, ma la madre Caterina ne muore di crepacuore; contemporaneamente Salvo manda Aurelio Costa a domare la rivolta della zolfatare, e, pur d’impedire il matrimonio di questi (da lei respinto in gioventù) con Daniella Salvo, Nicoletta Capolino fugge con lui, ma vengono entrambi uccisi dalla folla imbestialita; Daniella quasi ne impazzisce, e a nulla vale il tentativo di darla all’affettuoso ed onesto Ninì (col cui matrimonio la famiglia spera di riparare i molti debiti): Daniella riprende a sorridere, ma si ostina a chiamare “Aurelio” il fidanzato.


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