Italia

Riciclo “made in Italy”

riciclo-rifiuti-300x300Secondo l’ultimo rapporto annuale sulla raccolta differenziata in relazione all’anno 2012 l’Italia si confermerebbe eccellenza europea in termini di riciclo di carta e cartone nonostante la raccolta differenziata vera e propria ad opera dei cittadini registri un calo percentuale imputabile al calo dei consumi e alla corrispondente riduzione dei rifiuti. La green economy made in italy merita però di brillare a livello europeo grazie al progresso in termini di riciclo dei materiali a base cellulosica. Se è pur vero che ancora non si raggiungono standard elevati per quel che riguarda la raccolta differenziata sta migliorando l’informazione in merito ai materiali da poter riciclare, in primis carta, plastica, cartone e i materiali per il confezionamento e conservazione dei prodotti. Il riciclo raggiunge quota 84,5% nell’anno 2012, ben 6 punti percentuali in più rispetto al precedente. Il risultato anche se non sembra esagerato rappresenta invece un traguardo molto importante per l’economia italiana, infatti ha permesso di evitare nel solo 2012 l’apertura di 22 discariche e ha generato complessivamente 405 milioni di Euro tra materia prima prodotta dal sistema di raccolta e riciclaggio e di risparmio dei costi di smaltimento.

 

I dati sono stati diffusi da Comieco, il Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo dei materiali a base cellulosica. Anche se si registra un buon andamento di crescita del riciclo in Italia, con il recupero di 9 imballaggi su 10, il punto critico resta ancora la raccolta differenziata, con standard allarmanti soprattutto al sud Italia. Stando infatti ai dati resi noti si confermano le regioni del Centro Nord e Nord le più green in termini di raccolta pro capite di carta e riciclaggio cartone: Emilia Romagna con 81,5 kg di materiale da riciclo per abitante, Trentino Alto Adige con 80,2 kg , Valle d’Aosta con 75,9 kg e Toscana con 74,8 kg.

 

Molto è stato fatto ma moltissimo sembra si possa e si debba ancora fare per una completa evoluzione non solo economica ma soprattutto sociologica da società dello smaltimento a società del recupero, in linea con quanto affermato dal ministro dell’ambiente Orlando che sottolinea come nel Piano Nazionale per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti previsto dalla Direttiva Europea oltre il riciclaggio si possono effettuare azioni mirate per la riduzione dei rifiuti e risparmio di energia che possano giovare non solo all’ambiente ma anche all’economia nazionale prima e comunitaria in ultima analisi.

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