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Savona: le mani sul coordinamento 9 dicembre. Tra i coordinatori Davide Mannarà

Davide Mannarà

Davide Mannarà dal web

Savona, il web segnala tra i volti della protesta che da una settimana infiamma la cittadina ligure Davide Mannarà, imprenditore savonese. Mannarà però secondo quanto si legge  sul web scandagliando vecchie cronache non è certo quel che può dirsi un “Bravo ragazzo”.

Sembrerebbe infatti che sin da giovanissimo si sia dato da fare con acquisti di auto, appartamenti, società e quanto altro.

Nel 2009 il Secolo XIX scrive   “L’operazione `Re Mida´ aveva preso le mosse il 10 giugno quando all’autogrill di Varazze, proveniente dalla Spagna, era stato intercettato dalla polizia un Tir imbottito di 5 chilogrammi e mezzo di cocaina. In quella occasione erano stati arrestati Davide Mannarà, 30 anni”. Una vita sembra tra oro e compro oro o negozi simili, insomma un impero economico non da poco così La Repubblica scriveva “Tramite la ditta Goldmanagement srl, la Live Music e le attività denominate «Proposte d’oro» e a «Peso d’oro», presenti anche a Roma, l’uomo riusciva a procurarsi il denaro contante necessario all’acquisto di droga, e gestiva direttamente le sedi liguri dell’oro usato (una ad Albenga, quattro a Savona, due a Genova in via Cornigliano e via Maragliano). Le attività sotto sequestro preventivo continueranno ad operare attraverso un amministratore giudiziario stabilito dal Tribunale in attesa dei dovuti provvedimenti penali.”

  Nel 2010 sempre il SecoloXIX “Sulla posizione del dipendente dell’istituto di credito non viene aggiunto altro. Un filone d’indagine (l’ipotesi è riciclaggio) è partito intanto nel massimo riserbo. Le complicità nella gestione dei proventi illeciti in attività pulite sono anche al vaglio della Guardia di Finanza. Per il momento gli inquirenti cercano di capire se il bancario (conscio dell’irregolarità a livello interno) fosse al corrente della provenienza di quei soldi di piccolo taglio da cambiare in banconote da 500 euro. La nuova richiesta con il tentativo di farsi cambiare ancora altri soldi è stata annotata il 18 maggio del 2009 a testimoniare “il riscontro- scrivono gli agenti della Mobile- che Davide Mannarà aveva ricevuto dal Sardo indicato con il nome di Ciccio una considerevole somma di denaro”. Un nome che riporta al viaggio in Sardegna effettuato prima della telefonata per ricevere soldi e “definire i dettagli della consegna dello stupefacente” scrivono i poliziotti..”

Ma Mannarà in piazza a Savona arringa le folle del movimento 9 di dicembre. Di Mannarà scrive anche la casa della legalità 

“Il fulcro dell’organizzazione era il figliolo del Lillo, Davide MANNARA’ che è stato colpito dalla nuova misura cautelare mentre era già ospite, da qualche mese, del carcere di Cuneo per traffico di stupefacenti dalla Spagna e che fu scoperto dagli agenti della Squadra Mobile di Savona, con il sequestro di un container di peperoni con 5 chili di coca all’autogrill di Varazze (in quest’occasione nell’abitazione del Davide fu anche rinvenuta una pistola Beretta cal. 22 con matricola abrasa “…

Di Mannarà sul web è anche presente l’account fb dove si nota qualche condivisione di post “anticasta” e “antiequitalia” .

A Savona però la protesta del coordinamento 9 di dicembre è stata dura, i fatti della Ubrik non possono passare inosservati, una città presidiata e messa a ferro e a fuoco da manifestanti, mentre negozianti al centro lamentavano l’obbligo di serrata richiesto da “figuri poco simpatici”

Mannarà invece vede il movimento di Savona in tutto altro modo e così nelle testate della cittadina liguere si leggono le parole del Mannarà : “Stanno facendo passare informazioni sbagliate su questa manifestazione, come se fossimo violenti o come militanti di estrema destra. Non siamo nessun partito né vogliamo strumentalizzazioni. Vogliamo manifestare in modo civile e pacifico. Loro non si aspettavamo che ragazzi così giovani potessero essere democratici… Abbiamo dato un esempio di democrazia. C’è qualcuno che cerca di strumentalizzare il popolo. Mentre passiamo le persone dalle finestre ci battono le mani. I commercianti chiudono le serrande in segno di solidarietà”. “L’importante è che domani il sindaco parli con i ragazzi, almeno per risolvere i problemi della scuola. I ragazzi si sentono traditi: non hanno i riscaldamenti, non hanno i bagni puliti, non hanno la rete Internet. I giovani vogliono solo poter sognare e vedere i propri sogni realizzati”.

 

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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