Sardegna: Fondi UE. Ritardo su spesa programmazione
Fondi Ue: Sardegna in forte ritardo nella spesa della programmazione 2007-2013
Restano quasi 800 milioni da spendere in meno in due anni
La spesa certificata dal ministero al 31 dicembre 2013 è di 1.253 milioni su due miliardi disponibili (972 milioni di fondi strutturali): utilizzato solo l’1/3 delle risorse
In 5 anni, dal 2009 al 2013, la Regione è riuscita a spendere solo 240 milioni all’anno per interventi strategici per lo sviluppo: energia, trasporti, sostenibilità ambientale e qualità della vita
L’incapacità di programmazione ha riguardato soprattutto i fondi FESR per lo sviluppo: speso solo il 58% delle risorse
Appello della Cna sarda: rischio fallimento anche per il prossimo ciclo 2014-2020 senza regole nuove e più stingenti
che consentano di convogliare le risorse su pochissime iniziative attraverso progetti ben definiti
A meno di due anni dal 31 dicembre 2015, termine ultimo per rendicontare la programmazione UE 2007-2013, la Regione Sardegna deve ancora spendere 800 milioni contro i 1,2 miliardi spesi in quasi cinque anni (240 milioni all’anno). E’ la Cna sarda a rilanciare il problema dell’effettiva capacità di utilizzare i fondi europei e predisporre programmi idonei a beneficiare delle ingenti risorse a disposizione della Sardegna. In base all’ultimo aggiornamento del Ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica), reso disponibile il mese scorso, in Sardegna la spesa certificata al 31 dicembre 2013 (riferita ai programmi FESR e FES) è pari a 1.253 milioni: il 61,5% dei due miliardi di dotazione complessiva (Fondi UE più altri fondi). Nel prossimo biennio resta dunque da spendere più di 1/3 di quanto disponibile..
«Da questi dati si evince come le risorse comunitarie non siano state utilizzate a pieno», spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna sarda: «Considerando che i primi flussi di spesa certificata in Sardegna sono stati registrati a partire dalla seconda metà del 2009, risulta che in quasi cinque anni sono stati spesi 240 milioni all’anno, non sembra facile che in due anni possano essere spesi 800 milioni. Poiché procedure e regole relative ai fondi strutturali non sono sostanzialmente cambiate, e considerato che non abbiamo modificato capacità programmatorie, modalità valutative e operative, c’è da aspettarsi che anche i fondi 2014-2020 saranno spesi con ritardo, in maniera non efficiente ne efficace come avvenuto nei precedenti cicli di programmazione. E’ a rischio fallimento anche il prossimo ciclo 2014-2020 se non si adottano regole nuove e più stringenti che consentano di convogliare le risorse su pochissime iniziative attraverso progetti ben definiti che devono essere vagliati in base allo loro rilevanza e ai loro effetti economici».
La programmazione 2007-2013: 2 miliardi disponibili
Per il periodo 2007-2013 l’Unione Europea ha assegnato complessivamente a i paesi membri una dotazione finanziaria di circa 347 miliardi, di cui 278 destinati ai Fondi FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo, chesostiene programmi in materia di sviluppo regionale, di potenziamento della competitività, di investimenti nella ricerca e nello sviluppo sostenibile) e FES (Fondo Sociale Europeo che è invece modellato sulla strategia europea per l’occupazione e si concentra sull’inclusione sociale e su un accesso al mercato del lavoro che sia privo di discriminazioni di genere) e 70 al Fondo di Coesione (Fondo che contribuisce a realizzare interventi nei settori dell’ambiente e delle reti di trasporto trans-europee, e che si attiva soltanto per Stati membri con un reddito nazionale lordo inferiore al 90% della media comunitaria. Riguarda quindi i nuovi Stati membri, la Grecia e il Portogallo, ma non l’Italia). Si tratta del 35% del bilancio comunitario complessivo, dunque della seconda voce di spesa.
Dei 347 miliardi di fondi strutturali, 28 riguardano l’Italia: 21 per i POR regionali (FESR e FES) e 7 destinati ai programmi interregionali (PON e POIN). Si tratta del 58,5% della dotazione complessiva del programma 2007-2013 per l’Italia, pari a quasi 48 miliardi.
La Sardegna, che rientrava nell’obiettivo “competitività” insieme a tutte le regioni del Centro-Nord e ad Abruzzo e Molise tra quelle meridionali, aveva a disposizione 972 milioni per coprire progetti del valore complessivo di circa 2 miliardi: 3,5% dei 28 miliardi complessivi dei fondi UE per tutte le regioni italiane. In particolare il Programma FESR, con una dotazione complessiva pari a 1,4 miliardi, avrebbe dovuto alimentare in Sardegna congrui investimenti nei vari ambiti di intervento che vanno dalla sostenibilità ambientale all’energia, dai trasporti allo sviluppo e qualità della vita.
Come detto, in base ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico al 31 dicembre 2013 la Sardegna aveva registrato una spesa riferita ai programmi FESR e FES pari a soli 1.253 milioni: il 61,5% della dotazione complessiva (fondi UE più altri fondi). Ad essere stati spesi in maniera insufficiente sono stati soprattutto i fondi del programma FESR per lo sviluppo, per i quali la percentuale di spesa certificata dal ministero è scesa al 58%. E’ invece più positiva la situazione relativa ai fondi FSE, per i quali alla fine dello scorso anno sono stati certificati pagamenti pari a quasi il 70%»
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Dotazione della programmazione Europea 2007-2013 e spesa certificata – Situazione al 31 dicembre 2013
| Spesa certificata | Dotazione totale programma | Dotazione UE programma | Spesa certificata su dotazione totale | |||||||||
| Totale | FESR | FSE | Totale | FESR | FSE | Totale | FESR | FSE | Totale | FESR | FSE | |
| Sardegna | 1.253 | 785 | 468 | 2.036 | 1.361 | 675 | 972 | 681 | 292 | 61,5 | 57,7 | 69,4 |
| Totale regioni | 18.883 | 11.375 | 7.508 | 36.206 | 23.817 | 12.389 | 20.217 | 14.266 | 5.952 | 52,2 | 47,8 | 60,6 |
| Programmi Interregionali | 6.275 | 4.987 | 1.288 | 11.541 | 9.555 | 1.986 | 7.705 | 6.726 | 979 | 54,4 | 52,2 | 64,9 |
| Totale generale | 25.158 | 16.362 | 8.796 | 47.747 | 33.372 | 14.375 | 27.923 | 20.992 | 6.931 | 52,7 | 49,0 | 61,2 |
| Regioni Obiettivo Competitività | 9.401 | 4.621 | 4.780 | 15.124 | 7.637 | 7.487 | 6.296 | 3.144 | 3.152 | 62,2 | 60,5 | 63,8 |
| Regioni Obiettivo Convergenza | 9.482 | 6.754 | 2.728 | 21.082 | 16.180 | 4.902 | 13.921 | 11.121 | 2.800 | 45,0 | 41,7 | 55,6 |
Fonte: elaborazione Cna Sardegna su dati Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica
Stato di avanzamento della spesa dei Fondi Strutturali 2007-2013 al 31 dicembre 2013 – Livello della spesa e quota su dotazione complessiva per Regioni
Fonte: elaborazione Cna Sardegna su dati Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica
La nuova programmazione: altri 4,8 miliardi per il periodo 2014-2020
«La Regione sarda deve imprimere una svolta alla spesa di risorse essenziali per lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro anche perché è ormai entrata a regime la nuova programmazione per gli anni 2014-2020», affermano i vertici della Cna Sardegna.
Ad aprile 2014 è stata infatti diffusa la nuova bozza di “Accordo di Partenariato”, tappa fondamentale della nuova programmazione europea in cui è definita la strategia di impiego dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020. All’Italia sono stati assegnati 31 miliardi e alla Sardegna (ora inserita nella categoria “in transizione”) sono destinati 972 milioni, esattamente come per la passata programmazione.
Un ruolo fondamentale nella nuova programmazione UE giocheranno le città metropolitane. L’accordo di partenariato 2014-2020 introduce infatti il “PON Aree Metropolitane”, un programma sperimentale che vuole coinvolgere in modo diretto le 14 grandi città nella costruzione strategica e operativa della programmazione comunitaria. Il programma ha una dotazione complessiva di 1.099 milioni, inclusivi di cofinanziamento nazionale. Cagliari (unica città presente tra le regioni classificate in transizione, ovvero, Sardegna, Abruzzo e Molise) è assegnataria di un importo massimo di 41 milioni. Queste risorse complessive si andranno ad aggiungere a quelle che, sempre riferite alle città, potranno arrivare dai POR, dai PON tematici nonché dalla programmazione del FSC 2014-2020.
Considerando i 41 milioni del piano PON Aree metropolitane, i Fondi strutturali (972 milioni) e quasi 3,8 miliardi per il Fondo per lo Sviluppo e Coesione (i vecchi FAS) per i prossimi sei anni la disponibilità di spesa per la Sardegna raggiunge un totale complessivo di circa 4,8 miliardi di euro.
«Si tratta di una nuova importantissima occasione per rilanciare l’economia locale attraverso progetti che hanno come priorità ricerca, sviluppo e innovazione – concludono Piras e Porcu -: la Sardegna non può più permettersi di sprecare queste occasioni che per essere colte appieno richiedono una maggiore capacità amministrativa delle autorità che gestiscono i programmi cofinanziati dall’UE, la Regione in primo luogo».
Risorse complessive della programmazione 2014-2020 – Milioni di euro correnti
| Fondi strutturali | FSC | PON Città Metropolitane | Fondi complessivi disponibili | |||
| Totale | FES | FESR | ||||
| Sardegna | 972 | 367 | 606 | 3.750 | 41 | 4.763 |
| Mezzogiorno | 23.551 | 6.088 | 17.463 | 35.078 | 763 | 59.392 |
| Totale Italia | 31.119 | 9.895 | 21.224 | 43.848 | 1.099 | 76.066 |
Fonte: Cna Sardegna
*Il PON Città metropolitane comprende Cagliari per la Sardegna, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria per il Mezzogiorno. Le altre città metropolitane sono Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino e Venezia
