Assicurazioni vita e tassi zero, tutte le prossime sfide

Le recenti manovre di politica monetaria messe in atto dalla BCE – e definite come “Quantitative Easing” – hanno lo scopo di sostenere la ripresa economica per mezzo di un incremento della liquidità di denaro in circolazione. Tale effetto deriva da un acquisto programmato e periodico di titoli (principalmente, governativi e obbligazionari) emessi dai Paesi dell’Eurozona: l’immissione della liquidità finalizzata a detto acquisto, unitamente all’abbassamento dei tassi di rendimento dei titoli di Stato, comporta un abbassamento del “costo del denaro”. Questo, nell’immediato, si traduce in un aumento del credito e, di conseguenza, dei consumi.
Ciò che avverrà nel lungo periodo, potrebbe essere simile alle ripercussioni (positive) viste in altre Nazioni che, in passato, hanno adottato una politica di “QE” – quali Giappone e Stati Uniti -, ossia una reale ripresa economica.
Per contro, è possibile che i vantaggi effettivi di tale politica monetaria vengano compromessi da parte degli istituti finanziari che, anziché utilizzare il maggior flusso monetario per allargare le maglie del credito destinato a imprese e famiglie, potrebbero usarlo al fine di costituire ingenti riserve di titoli per scopi speculativi. La cosa certa e “tangibile”, invece, è il calo dei rendimenti dei titoli di Stato che si riflette in un abbattimento dei tassi d’interesse dei prodotti finanziari, tra i quali rientrano anche le Polizze Vita.
Polizze Vita interessate dal QE
Non tutti i prodotti assicurativi del ramo Vita sono interessati dalla manovra del “Quantitative Easing” (QE). Le polizze coinvolte dalla variazione dei tassi sono quelle legate agli stessi, ossia i contratti che, per la costituzione delle riserve atte all’erogazione della prestazione prevista, comportano un investimento in fondi obbligazionari o che legano i propri rendimenti a degli indici finanziari. Questi strumenti finanziari si possono classificare in: polizze rivalutabili, “index linked” e “united linked”.
Le prime, ossia le rivalutabili, sono polizze che prevedono una maggiorazione annuale del capitale assicurato attraverso l’erogazione degli utili finanziari derivanti da investimenti a un “fondo gestione speciale”, ovvero da un paniere costituito da prodotti finanziari e gestito dall’impresa assicuratrice.
Le “index linked”, invece, sono dei contratti del ramo Vita con performance collegate all’andamento dell’indice di rendimento di un prodotto finanziario strutturato, composto da un’opzione – su titoli o su indici – e da uno “zero coupon”, ovvero un’obbligazione senza cedola.
Le “united linked” sono i prodotti più complessi e possono essere visti come dei grandi “contenitori” che inglobano titoli costituenti fondi interni ed esterni di investimento.
Comunque, non serve addentrarsi nello specifico funzionamento di detti strumenti finanziari per capire come questi siano coinvolti nell’andamento dei rendimenti dei titoli obbligazionari che, ad oggi, sta registrando i minimi storici.
Polizze Vita a tasso zero
Per quanto concerne gli investimenti nelle assicurazioni Vita, l’immediato riflesso di quanto esposto in merito al “QE” e ai tassi di rendimento in titoli obbligazionari, è la perdita di appeal delle sopra elencate polizze. Tutto questo assesterà un “duro colpo” alle compagnie assicuratrici, soprattutto se di piccole/medie dimensioni, le quali, tra l’altro, non sanno ancora conteggiare gli effettivi riflessi della manovra della BCE, legati, come anticipato, alla possibile creazione di una “bolla speculativa” per mano degli istituti di credito.
Affrontare i “tassi zero” di lungo periodo
Le compagnie assicurative non pensano ad altro: come recuperare le perdite se gli effetti del “QE” – ossia i “tassi zero” delle polizze Vita – si dovessero riflettere nel lungo periodo. La soluzione sembra ricadere su un insieme di operazioni e di scelte, atte a combinare assieme: diversificazione del “paniere” di prodotti finanziari che determina il tasso d’interesse delle polizze; “duration” degli investimenti; contenimento degli impegni assunti; combinazione di più prodotti assicurativi.
Nello specifico, la diversificazione dei fondi di investimento, cui sono connesse le polizze Vita viste in precedenza, consente di poter far leva su rendimenti non influenzati pesantemente dall’andamento dei titoli di Stato. Bene, quindi, mantenere uno “zoccolo duro” costituito da obbligazioni, basta che il fondo non sia composto solo dalle stesse. La “duration” viene adottata in tutte le tecniche di immunizzazione del rischio da tasso d’interesse: tale metodologia consiste nel combinare un portafoglio di titoli in modo tale che la “durata media ponderata” degli investimenti più “sicuri” – e, pertanto, dei loro rendimenti – crei una copertura per quelli più rischiosi (azionari). Infine, le compagnie assicurative dovranno rivedere i prodotti del ramo Vita offerti in modo da contenere gli impegni assunti e da combinare al prodotto Vita una copertura di tipo previdenziale e assistenziale, in modo tale da ampliare la platea degli utenti interessati.