EditorialiItalia

Milano: Coisp scrive a Pisapia per il gioco Riot

Avv. Giuliano Pisapia

Sindaco di Milano

Piazza della Scala, 2

Milano

sindaco.pisapia@comune.milano.it

Dott. Francesco Chiurco

BNL – Responsabile Servizio Media Relations

Via Vittorio Veneto, 119 – 00187 Roma
 press.bnl@bnlmail.com

Dott.Fabrizio Longo

Direttore Divisione Audi Italia

Casella postale n° 46
37137 Verona Interporto

info@audi.it

E, p.c.

Dott. Massimo Russo

Direttore Wired

c/o Edizioni Condé Nast s.p.a.

P.zza Castello 27

20121 Milano

Egregio Signor Sindaco, Egregi Direttori

ci rivolgiamo a Lei dopo aver appreso dalla stampa della presentazione al “Wired Next Fest” di Milano, dal 21 al 24 maggio, del videogioco “Riot” ispirato, come ampiamente pubblicizzato fin dalla progettazione, come uno strumento di guerriglia urbana e rivolta, termini che le dovrebbero risuonare particolarmente familiari dopo le manifestazioni del 1° Maggio a Milano, messa a ferro e fuoco proprio dai “rivoltosi” black bloc, così bene rappresentati nell’immagine che segue, dove viene incendiata una Volante della Polizia a colpi di molotov

Non si tratta di un singolo fotogramma, ma della costruzione stessa del videogioco che incita alla violenza contro le Forze dell’Ordine, anche se non si risparmia nemmeno su altri fronti, come quello del politico impiccato, immagine sempre tratta dai video diffusi dall’autore sui social network.

L’autore del videogioco, tale Leonard Menchiari era inserito come relatore ufficiale della manifestazione del giorno 24 maggio alle ore 17.00 con un intervento dal titolo: “Pixel, molotov e black bloc: un videogioco per capire le rivolte sociali”, presenza propedeutica al lancio del gioco stesso prevista per l’estate tramite la piattaforma Steam, con promesse di allargarsi presto anche ad altre versioni, tra cui quelle per smartphone.

Cosa ci sia da “capire” nell’apologia della violenza, fatta business e predicata da un programmatore di videogame, ci lascia francamente perplessi, soprattutto in un evento dove si è chiamato a parlare anche un premio Nobel per la Pace, ma questa discrasia, se non incoerenza, la lasciamo spiegare, se lo riterrà opportuno, al direttore di Wired, Massimo Russo, che legge per conoscenza.

Non ci può lasciare indifferenti che tutto ciò accada proprio nella città dove il 1° Maggio scorso abbiamo assistito alla resa dello Stato per “evitare danni peggiori”, ed oltretutto con il patrocinio diretto del Comune di Milano ed inserita negli eventi “Città EXPO”. Questo è un insulto ai cittadini milanesi che hanno prima subito i danni e poi hanno ripulito la propria città, ma anche a quei tanti italiani che non credono, né tantomeno giustificano, la violenza predicata quale arma “civile”.

Le immagini che seguono faranno particolarmente piacere alla partnership di “ Wired Next Festᶾ” Audi, le cui auto sono proprio quelle preferite dai “riotters” per infilarci una bottiglia incendiaria ed esultare poi ululanti.

La sponsorizzazione dell’evento da parte della BNL, banca tra le più “gettonate” negli assalti black bloc ed affini, potrà trovare soddisfazione nel confrontare le immagini tratte dal videogame e quelle della realtà vissuta dalle banche, tra le altre, proprio dalla sede di Via San Virgilio.

Non dovrebbe essere necessario l’accostamento della recente cruda realtà per rifuggire dalla tentazione “sociologica” di giustificare la violenza, di “poter scegliere da che parte stare” nel videogame per allenarsi meglio agli scontri ed esaltarsi nell’incendiare proprietà pubbliche e private, la Polizia ed i Poliziotti.

Riteniamo doverosa, dopo una presa di coscienza, un moto di ribellione davanti all’apologia della violenza da cui consegua l’annullamento del patrocinio e delle sponsorizzazioni da parte delle Istituzioni pubbliche e private alla manifestazione.

Purtroppo la pubblicità che stiamo facendo a questo videogioco, ideato da un autodefinitosi ispirato dagli scontri NOTAV in Valsusa, che afferma di essere stato protagonista di duri scontri con la polizia, colpito dai getti degli idranti e dai lacrimogeni, aizzerà i soliti noti contro la “censura”, mentre ciò che stiamo chiedendo è solo quel minimo di buon senso, anche civico, che dovrebbe vedere le Istituzioni pubbliche e private schierate, senza se e senza ma, dalla parte di chi vive ed agisce seguendo le regole democratiche.

Cordiali saluti.

Il Segretario Generale del COISP

Franco Maccari

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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