Sclerosi Multipla e Vitamina D
E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Plos One uno studio intitolato “Dietary Vitamin D and Its Metabolites Non-Genomically Stabilize the Endothelium” (Las vitamina D dalla dieta e i suoi metaboliti non genetici stabilizzano l’endotelio).
Secondo alcuni ricercatori americani, la vitamina D è un noto modulatore dell’infiammazione. La vitamina D3 naturale dalla dieta è ritenuta essere bio-attiva, e gli effetti benefici della vitamina D3 si pensa siano in gran parte mediati dal metabolita 1,25 (OH) 2D3. Ridotti livelli sierici del precursore del metabolita più comunemente misurato, 25 (OH) D3,sono legati a un aumento del rischio per molteplici malattie infiammatorie, tra cui: malattie cardiovascolari, artrite, sclerosi multipla, e sepsi. Comune a tutte queste malattie è la rottura della stabilità endoteliale ed un incremento della perdita vascolare. E’ stato effettuato in precedenza uno schermo soppressivo chimico imparziale su un modello genetico di instabilità vascolare, e identificato il colecalciferolo (D3, vitamina D3 dalla dieta) come un fattore che aveva effetti profondi e immediati di stabilizzazione e terapeutici in quel modello. In questa pubblicazione è stato dimostrato che il presunto sterolo inattivo, D3, è in realtà un potente e generale mediatore della stabilità endoteliale a concentrazioni fisiologicamente rilevanti. E’ stato inoltre dimostrato che questo fenomeno è evidente nei metaboliti della vitamina D3, 25 (OH) D3 e 1,25 (OH) 2D3, e che gli effetti sono indipendenti dalle canoniche vie della vitamina D mediate dalla trascrizione. Secondo gli autori, i loro dati suggeriscono la presenza di una modalità di segnalazione alternativa nella quale la vitamina D3 agisce direttamente sulle cellule endoteliali per prevenire perdite vascolari. La scoperta che la vitamina D3 ed i suoi metaboliti modula la stabilità endoteliale può contribuire a spiegare le correlazioni cliniche tra bassi livelli sierici di vitamina D e molte malattie umane con fenotipi ben definiti di disfunzione vascolare.
Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26469335